domenica 25 ottobre 2015

POLLO DISOSSATO E FARCITO ALL’ANTICA ROMA PER L’MTC 51.

Siamo quasi alla fine della sfida n°51 dell’MTC e non ho ancora pubblicato niente. E si, che di idee ne avevo parecchie. Però in queste ultime settimane mi sono sentita un po’ come dentro a un frullatore. Quindi il tempo per mettere in pratica quelle idee non c’era mai.
Poi, come spesso succede a chi tergiversa, quelle idee te le ritrovi realizzate magistralmente da altri e devi rivedere tutto. Alla fine ho smesso di andare a vedere gli altri sfidanti altrimenti mi prendeva l’ansia da prestazione.
Perché questa è una ricetta con le palle cubiche, scusate il francesismo.

Mi è semblato di vedele un pollo!!

Già quella dei croissant è stata tosta, in fatto di tempi di lavorazione che sono inversamente proporzionali al tempo necessario per spazzolarseli tutti.
Questa è tosta perché richiede dimestichezza con i coltelli, con la carne, con le farce e con le cotture. Con la Cucina con la maiuscola, per chiarire. E  se questa dimestichezza non c’è, la si acquisisce, perché ricordiamoci che l’MTC è anche e soprattutto una scuola.
Patrizia ci ha messi alla prova con un piatto principe della cucina, italiana e non, il pollo (o volatili in genere) disossato e ripieno. Sento già le vostre papille fremere al pensiero.
Nel suo blog (Andante con gusto) Patrizia ci ha spiegato benissimo la tecnica del disosso, con fotografie passo passo, ci ha dato un suggerimento golosissimo sul ripieno, ci ha fatto vedere come si ricuce il pollo e infine ce lo ha presentato con tutti i complementi d’obbligo: una salsa vellutata e un contorno raffinato.
Perché questo è il piatto delle grandi occasioni, dei pranzi di festa e deve essere presentato degnamente. Quindi la sfida comprende tutto, disosso, ripieno, cucitura e accompagnamento.
Una cosuccia da niente!
Io vi devo confessare una cosa, non ero tanto preoccupata per il disosso. Mi sono subito procurata un coltello adatto, veramente con la scusa che “non posso andare avanti con questi coltelli vecchi, non ne possono più” mi sono comprata tutta una serie di coltelli da cucina degni di questo nome. Anzi me li sono fatti regalare dal marito ipnotizzato dall’idea del pollo ripieno.
Quando si dice prenderli per la gola. Mia nonna avrebbe detto “l’ommu l’è ‘n bimbin!” ossia l’uomo è un tacchino, si beve di tutto. Tanto siamo in tema.
Comunque mi sentivo abbastanza tranquilla, perché avevo già affrontato il tema durante un corso di cucina anni fa, tanti anni fa, ok erano i tempi delle guerre puniche, dopo ho ripetuto l’esperienza forse due volte e con ampio margine di miglioramento, nonostante questo mi sentivo sicura, quasi sicura, che non sarebbe stato così difficile. Guardando le foto di Patrizia mi sembrava di ricordare tutto. Se non fosse bastato c’è una scheda grafica sul post MTC fatta da Daniela (di Acqua e menta ) che fa sembrare tutto semplicissimo.
Il mio spauracchio, non ridete, era la cucitura. Ok che non si pretende una sutura da chirurgo plastico e nemmeno un rammendo invisibile, ma una cosa fatta bene e resistente si, che non ceda in cottura rovinando tutto il lavoro. Chi è nato in Liguria mi può capire, noi cresciuti con il babau dell’esplosione della Cima lo sappiamo bene. Quella tasca di carne ripiena e soprattutto ricucita che sembra una bomba a orologeria. Perché se non la si riempie bene e soprattutto non la si cuce a dovere poi in cottura scoppia e fa uscire tutto il ripieno.
Quindi mi sono consultata con mamma e zia; anche loro devo dire che non si sono minimamente poste il problema del disosso, neanche un fiato, c’è stato un vero simposio su che ago, filo e punto fosse meglio usare. Quando hanno iniziato a parlare di gigliuccio e macramè e di coefficiente di tensione della pelle del pollo, però le ho fermate.
Alla fine il momento catartico è arrivato: soli io e il pollo. A questo punto confesso che qualche preoccupazione l’ho avuta. In effetti la mia esperienza da macellaio non è così vasta.
Ma con le foto di Patrizia sotto al naso e un po’ di calma è filato tutto liscio. Ho ancora tutte le dita e il pollo non sembrava aver subito troppe sevizie.
Per il ripieno ho seguito l’idea che avevo in testa fin dall’inizio, appena è uscito l’argomento della sfida. Un’idea che avevo anche prima ma non avevo mai avuto la spinta giusta per farla.
Sicuramente assomiglierà a qualcosa che hanno già postato, pazienza non sarò la più originale ma son davvero contenta di averla fatta e mi va bene così.
Ho visto questa ricetta in un libro che ho letto e riletto più volte: “ La cucina degli dei” di Anna Ferrari, dove l’autrice ha riproposto le ricette dell’antica Grecia e Roma, prese dai testi di autori dell’epoca e opportunamente adattate per i giorni nostri, ma nemmeno troppo.
Adoro questo libro perché le ricette sono intervallate da miti, storie e approfondimenti sulla vita dell’epoca, dal punto di vista culinario.
La ricetta a cui mi sono ispirata è il “pullus farsilis” di Apicio, De Re Coquinaria (VI,9,14)
L’ho un po’ rivisitata, prima di tutto perché non era previsto il disosso, ma poi perchè non si trova il garum, la salsa di pesce fermentato, onnipresente in tutte le ricette. La si può sostituire con la colatura di alici o con la salsa di pesce vietnamita (Nuoc Nam) ma anche queste non sono facili da reperire, veramente è più facile trovare la salsa vietnamita che la colatura italiana e sorvolo.
Io ho usato la pasta di acciughe, ma invece di metterla nel ripieno l’ho messa nella salsa. Anche per questa mi sono fatta ispirare dalle salse per le carni di Apicio e colleghi, dove il garum, il miele o il mosto sono d’obbligo. Ma ho fatto un mix con la più nota salsa di pane.
Il miele l’ho usato per condire e caramellare il contorno.
Ok, adesso basta chiacchiere, si cucina.








POLLO FARCITO CON FARRO, UVETTA E  CARNE, CON SALSA DI PANE E CIPOLLINE AL MIELE

Ingredienti:
un pollo da circa 1kg,
un mazzetto di odori (alloro, salvia, rosmarino e timo),
sedano carota e cipolla,
vino bianco,
olio evo, burro,
sale e pepe.

Per il ripieno:
40g farro o cereali misti (riso, avena, orzo e farro),
100g carne macinata tritata,
100g salsiccia,
50g pancetta affumicata tritata fine,
1 cucchiaio di pinoli,
1 cucchiaio abbondane di uvetta passa,
1 uovo piccolo,
pangrattato,
sale, pepe, noce moscata, zenzero in polvere.

Per la preparazione del pollo ho proceduto con il metodo di Patrizia che lei ha spiegato benissimo con tanto di fotografie passo passo. C’è anche una bellissima scheda grafica di Daniela sul blog dell'MTC. Io tenterò di riassumere in breve giusto per accompagnare con qualche spiegazione le fotografie del disosso richieste dalla gara.

Disossate il pollo: innanzi tutto pulitelo bene e togliete tutti i residui di piume, aiutatevi fiammeggiando leggermente sul fornello.
Mettete il pollo col dorso in alto e le gambe verso di voi.



Per prima cosa dovete staccare l’articolazione delle gambe, introducendo le dita nella cavità e tirando verso di voi.
Girate il pollo in modo da avere di fronte l’apertura del collo e, sollevando la pelle tastate la carne e cercate la forcella, l’osso a V che sta attaccato al petto, tiratela e staccatela col trinciapollo.
A questo punto rigirate il pollo con le gambe verso di voi e iniziate a inciderlo lungo la colonna vertebrale, il petto deve rimanere appoggiato al piano di lavoro. Apritelo in due procedendo dal collo alle zampe, tenete con una mano il pollo schiacciato al tagliere in modo che le ossa della colonna si aprano un po’ e sia più facile il taglio. Comunque ci vuole un po’ di forza e pazienza.


Allargate bene l’apertura e staccate le ossa della colonna, prima da una parte poi dall’altra, inserendo la lama del coltello dall’alto verso il basso, cioè dal collo verso le gambe. Per ultima staccate la cassa toracica, cartilagini comprese. Mettetele da parte

il mio pollo non era ruspante quindi la carcassa è venuta via praticamente tutta insieme
Tagliate le ali col coltello all’altezza della prima articolazione, mettetele da parte. Sfilate il resto dell’osso dell’ala e rivoltate la pelle all’interno.
Staccate col coltellino la carne del sovra coscia e togliete le ossa. Lasciate la cosce intere così rimangono più in forma.
A questo punto il pollo è pronto.



Con le ossa della carcassa e le ali preparate un brodo: mettetele in una pentola con sedano, carota e cipolla e 5 litri d’acqua circa, portate a bollore e fate bollire piano per almeno 1 ora e mezza. Filtrate il brodo e tenetelo da parte. Non salate.

Preparate il ripieno. Lessate il farro, o i cereali che volete, al dente, scolate e fate raffreddare. Mescolate con la carne macinata, la salsiccia sbriciolata, la pancetta a dadini piccoli, i pinoli, l’uvetta ammollata e sciacquata. Unite l’uovo e un cucchiaio di pangrattato, mescolate tutto, salate e pepate e aggiungete anche dello zenzero in polvere a piacere. Se volete potete aggiungere anche un po' di pasta di acciughe. Io non l'ho fatto, mi sembrava troppo azzardato. Ma nella ricetta antica è prevista.
Distribuite il ripieno all’interno del pollo, compattandolo bene. 




Avvolgete il pollo su se stesso e chiudetelo bene cucendo con ago e filo lungo tutta l’apertura. Cucite i due lembi di pelle cercando di non tirarla troppo perché in cottura, ritirandosi potrebbe strapparsi.
Legate fra loro le zampe con un pezzo di spago.



Mettete il pollo in una pirofila dove ci sta di misura ben unta d’olio. Adagiatelo sopra il mazzetto di odori col petto rivolto verso il basso, distribuite lungo la cucitura dei fiocchetti di burro, così la pelle rimane più morbida. Salatelo e pepatelo bene sulla pelle. Infornatelo a 180°C per 10 minuti, bagnatelo con un bicchiere di vino bianco e cuocete ancora 10 minuti, a questo punto giratelo sottosopra bagnate ancora con poco vino e un mestolo di brodo caldo.
Cuocete in tutto circa 1 ora e mezza, bagnandolo di tanto in tanto col fondo di cottura e poco brodo. Rigiratelo un paio di volte in modo che si cuoce bene ovunque. Usate cucchiai di legno per non bucare la pelle.
Alla fine la pelle deve avere un colore biondo caramello e dalla cucitura, se premuta leggermente, deve uscire un liquido trasparente. Toglietelo dal forno e avvolgetelo in un foglio di carta forno e alluminio per tenerlo caldo.

Filtrate il fondo di cottura eliminando gli aromi, staccate bene le parti attaccate alle pareti della teglia aiutandovi con poco brodo. Mettetelo in un pentolino con mezzo bicchierino di vino e un mestolo di brodo. Fate sobbollire per 5-10 minuti in modo che si restringa leggermente. Questa sarebbe già un’ottima salsa di accompagnamento, basta legarla con un cucchiaino di fecola e poco burro.

Per la salsa di pane:
50g circa di pangrattato,
1 scalogno,
2dl di latte intero,
chiodi di garofano,
1 foglia di alloro,
1 foglia di salvia,
pepe, noce moscata,
1 cucchiaio di pasta d’acciughe,
fondo di cottura del pollo.

Tritate finemente lo scalogno, fatelo cuocere a fuoco dolce con il latte per almeno 10 minuti con l’alloro, la salvia e due-tre chiodi di garofano.
Eliminate gli aromi e frullate il latte. Stemperatevi la pasta di acciughe e versatevi pian piano il pane mescolando. Cuocete per un paio di minuti poi unite il fondo di cottura del pollo. Regolate di sale e pepe. Dovete ottenere una salsa densa ma cremosa, eventualmente aggiungete altro pangrattato o fondo di pollo.
Servite la salsa ben calda.




Per il contorno di cipolline glassate al miele e zenzero.
500g cipolline borettane,
miele di lavanda o castagno,
aceto bianco,
aceto balsamico,
1 foglia di alloro,
sale, pepe, zenzero in polvere.

Spellate le cipolline. Fatele bollire per 5 minuti in acqua bollente lievemente salata, con la foglia di alloro e due-tre cucchiai di aceto bianco. Scolatele ancora al dente tenendo qualche cucchiaio di acqua di cottura.
Mettete le cipolline in una padella con un filo d’olio, fatele rosolare per un paio di minuti. Sciogliete 1 cucchiaio di miele con due cucchiai dia ceto balsamico e altrettanti di acqua di cottura calda, unite a piacere pepe e zenzero in polvere. Versate il composto sulle cipolline e fatele caramellare a fuoco moderato.








Servite il pollo con il suo fondo di cottura addensato, la salsa di pane speziata e le cipolline al miele. Io ho preparato anche delle semplici patate a tocchetti, rosolate in padella con poco olio e burro e un rametto di rosmarino. In questo modo ho servito un piatto unico.





giovedì 22 ottobre 2015

DIETRO LE QUINTE DI UN COOKING SHOW… E UNA RICETTA SENZA NOME

Oggi voglio raccontarvi com'è andata la mia prima esperienza da food blogger. Come ho già detto precedentemente, sabato 17 ottobre ho avuto l’onore di partecipare a un Cooking Show alla Fiera del Marrone a Cuneo, il mio primo evento pubblico con tanto di nome e cognome e indicazione del blog su locandine e maxi schermo in piazza.


Il palco in Piazza Galimberti a Cuneo in fase di allestimento.

mercoledì 21 ottobre 2015

INVOLTINI DI VERZA PER UN MENÙ AUTUNNALE

Buon giorno, anzi buon pomeriggio.
Oggi è il mercoledì di IDEA MENÙ. Cioè il giorno in cui io e altre tre amiche pubblichiamo a blog unificati un menù a tema, dove ognuna si occupa di una portata.
Avete presente quei pranzi fra amici in cui ognuno porta una pietanza?
Qui è la stessa cosa, solo che purtroppo ci incontriamo solo virtualmente.
Questa volta il tema del menù è l’autunno e i suoi sapori: quindi frutta e verdura di stagione, ma anche piatti tipici di qualche ricorrenza particolare o magari un comfort food adatto ai primi freddi.
Questa volta a me è toccato preparare il secondo.




venerdì 16 ottobre 2015

LE CASTAGNE NEL PIATTO E NEL BICCHIERE.

Come ho già predicato in tutte le lingue, con le castagne si può davvero fare di tutto. Non solo caldarroste o marron glacé. Dopo vi farò vedere una piccola carrellata di quello che ho cucinato qui sul blog con questi frutti.
Tra l’altro sono una fonte preziosissima di vitamine e sali minerali, sono molto energetiche, digeribili, riequilibrano la fora intestinale, sono naturalmente prive di glutine.
Questa è la stagione delle castagne fresche, quindi si trovano facilmente in commercio. Si possono però congelare, sia intere con tutta la buccia che private della scorza esterna dura.
Oppure nel resto dell’anno si possono trovare quelle essiccate. O ridotte in farina.
Quindi la fantasia può spaziare. Facciamola correre liberamente allora.



lunedì 12 ottobre 2015

TROFIE ALLA CASTAGNA E VINO ROSSO PER LA FIERA DEL MARRONE DI CUNEO

Ancora castagne. Ma siamo proprio nel pieno della loro stagione, quindi è davvero un peccato non approfittarne e utilizzarle il più possibile per gustosissimi pranzetti. In questo blog trovate molti piatti a base di castagne, basta cliccare sulla pagina “ricette” in alto e cercare quella che vi piace di più. Ma visto che non ce ne sono mai abbastanza ve ne vado a raccontare subito un'altra. E per un'occasione speciale.




mercoledì 7 ottobre 2015

CALDARROSTE, FUNGHI, GORGONZOLA, BIRRA: ECCO I RAVIOLI DEL BOSCO.

Finalmente è tempo di caldarroste. Profumate, calde e croccanti.
Che sanno di pomeriggi nel bosco con i nonni, fuochi accesi vicino al torrente sotto casa, nuvolette di vapore che escono dalla bocca, fumo che pizzica il naso e gli occhi, trepidanti attese davanti alla padella che scoppietta, bambini che giocano, mani e visi sporchi di fuliggine, bicchieri di vino rosso, risate.
Tutto questo in una manciata di piccole castagne fumanti.




domenica 27 settembre 2015

BISCOTTI FARCITI DALL’ECUADOR, in fretta e furia.

Non so voi ma io vivo perennemente di corsa. In continuo affanno per riuscire a far tutto.
Anche perché ho sempre un miliardo di cose da fare e altrettante me ne vengono in mente.
Ho un bel programmare, stilare liste, decidere priorità, appiccicare post-it ovunque.
Eppure qualcosa mi sfugge ogni volta.
Forse dovrei semplicemente smetterla di voler avere tutto sotto controllo e fare delle scelte.
Comunque adesso, mentre scrivo ho in forno ancora una teglia di biscotti.


venerdì 25 settembre 2015

CROISSANT SFOGLIATI PER L’MTC: LA VOLTA BUONA.

Forse ci siamo. Forse sono riuscita a fare dei croissant degni della sfida dell’MTChallenge.
È stata dura. Prima di tutto è stata un’impresa riuscire a ritagliarmi del tempo per rifare l’impasto che come ho già detto è un pochino laborioso e bisogna avere un minimo di organizzazione.
Pensavo già di non farcela in tempo, invece eccomi qua.
Perché queste sono ricette che magari uno pensa di non riuscire mai a fare, invece fatte una volta non se ne fa più a meno. Credo che questa diverrà una piacevole abitudine nella mia famiglia.



mercoledì 23 settembre 2015

L’UVA DALL’ANTIPASTO AL DOLCE: IL MENÙ DELLA VENDEMMIA.

E io vi parlo dell’antipasto. Al resto del menù ci penseranno altre tre foodblogger mie amiche.
Da oggi faccio parte di un progetto carinissimo: Idea Menù, che arriva puntuale ogni due settimane, ogni volta con un menù diverso a tema, ispirato ai prodotti di stagione, alle festività, alle ricorrenze.




Ogni menù è quindi composto di antipasto, primo, secondo e dolce. Quattro portate per altrettante quattro blogger (Tania, Carla, Linda e me) che a turno preparano ognuna una pietanza e la postano in contemporanea ogni due mercoledì. Facile no.
Il menù di oggi verte su un prodotto di stagione italianissimo, praticamente unisce tutto lo stivale: l’uva e dove c’è questa non può certo mancare il vino.
Insomma questo sarà il menù della vendemmia.
A me è toccato l’antipasto.
Devo dire che da subito mi sono frullate in testa tante idee, infatti fino all’ultimo non sapevo che fare. Volevo qualcosa di semplice con ingredienti reperibili da tutti ma allo stesso tempo sfiziosa e carina da presentare.
Come al solito mi sono ridotta all’ultimo minuto, con la cucina invasa da “esperimenti culinari” e acini d’uva in ogni dove. Qualcosa non mi ha convinto nella presentazione, qualcosa non mi ha convinto all’assaggio e deve essere ancora perfezionato.
Alla fine ha vinto una semplice panna cotta al Gorgonzola con gelatina all’uva nera e vino rosso.
Allora buon appetito.


Antipasto: Panna Cotta al Gorgonzola con gelatina di uva nera e Sangiovese.

Primo:  Risotto al nero d'avola di Tania

Secondo: Petto di pollo all'uva bianca  di Carla

Dolce: Torta al vino rosso  di Linda









PANNA COTTA AL GORGONZOLA CON GELATINA ALL’UVA NERA E SANGIOVESE.

Dosi per circa 12 stampini.
Per la gelatina:
250ml di succo d’uva*
100ml vino rosso corposo,
1 cucchiaio di zucchero,
noce moscata, pepe,
8g gelatina in fogli.

*io ho centrifugato gli acini d’uva e ricavato il succo, se non avete la centrifuga potete frullare l’uva (dopo aver eliminato i semi) e filtrare il suco ottenuto.

Mettete in un pentolino il succo d’uva, il vino, lo zucchero e le spezie. Portate ad ebollizione, poi fate sobbollire per circa 10 minuti a fuoco dolce mescolando di tanto in tanto, in questo modo l’alcool del vino evapora e il composto restringe un po’.
Togliete dal fuoco, fate intiepidire leggermente e scioglietevi la gelatina ben strizzata. Mescolate, lasciate intiepidire ancora qualche minuto e versate negli stampini di silicone o alluminio. Dovete formare uno strato spesso circa 1cm – 1cm e ½.
Fate raffreddare completamente e mettete in frigo.








Per la panna cotta:
200g gorgonzola dolce e cremosa,
150ml panna fresca,
50ml latte,
6g gelatina in fogli,
2 cucchiai di grana,
una presa di maggiorana secca,
noce moscata.
Mettete in ammollo in acqua fredda la gelatina.
Sciogliete a fuoco dolce la gorgonzola con il latte e la panna mescolando bene, unite la maggiorana e una grattata di noce moscata. Appena inizia a bollire spegnete e frullate col mixer ad immersione. Lasciate intiepidire leggermente poi unite la gelatina ben strizzata mescolando bene.
Lasciate intiepidire più o meno fino a 40°C, se mettete un dito dovete sentire appena tiepido il composto. Versate negli stampini sopra la gelatina riempiendoli.
Mettete tutto in frigo fino al momento di sformarli.

Completate con un acino d’una e una fetta di pane integrale leggermente tostato, tagliato a misura con un coppapasta. Potete guarnire con qualche goccia di glassa all’aceto balsamico.

Nota: gli stampini di silicone rendono più facile sformare gli antipastini, devono essere ben freddi perché la gelatina tende a rimanere appiccicata al silicone. Ho usato anche degli stampini da budino in plastica scanalati, pessima idea: ho fatto una faticaccia immane a sformare senza rovinare la panna cotta o la gelatina. Meglio allora usare stampini usa e getta di alluminio, ripempiendoli di meno per non avere una porzione esagerata.

Nota bis: in alternativa si possono usare dei bicchierini di plastica trasparente, quelli da finger food o dei bicchierini di vetro da liquore. In questo caso sarebbe meglio fare prima la panna cotta e versarla sul fondo e poi mettere uno strato di gelatina sopra. Io ho fatto il contrario per ragioni pratiche (avevo già pronta la gelatina che non poteva aspettare), non è malaccio anche così. Vedete voi.

Adesso non perdetevi il resto del menù. Buon appetito.
















Antipasto: Panna Cotta al Gorgonzola con gelatina di uva nera e Sangiovese.

Primo:  Risotto al nero d'avola di Tania

Secondo: Petto di pollo all'uva bianca  di Carla

Dolce: Torta al vino rosso  di Linda

martedì 22 settembre 2015

CROISSANT SFOGLIATI, QUELLI VERI, QUELLI COME IN PASTICCERIA.

Non pensate nemmeno per finta a quelli di pasta sfoglia surgelata. 
Non diciamo eresie che qui siamo all’MTC.
Ci siamo infatti. Questa è la sfida n°50 dell’MTChallenge, che ritorna dopo i due mesi di stop didattico estivi. Stop didattico non a caso perché, come mi piace ribadire ogni volta, questo più che un gioco culinario è una scuola di cucina, dove ogni mese cambia l’insegnate e di conseguenza la materia.

Questa volta tocca a Luisa Jane del blog Rise of theSourdough Preacher a far da giudice-insegnante e la materia d’esame è una golosità incredibile. Qualcosa che mette tutti d’accordo e a cui non si può resistere. Anche per chi non è molto goloso di dolci come me.
Sono proprio i croissant sfogliati.
Quelli che uniscono la leggerezza della pasta sfoglia alla sofficità degli impasti lievitati.




sabato 5 settembre 2015

50 E NON SENTIRLE: IL GIUBILEO DELL’MTC.






“Signore e signori, lettori e lettrici, foodies di ogni età, sono lieta di annunciare che dopo 50 sfide l’MTChallenge è ancora quiiiiii !!!! “
Un po’ troppo Carramba che sorpresa.
Mi è quasi venuto il caschetto biondo.
Ma che posso dire io di adatto per annunciare l’evento?
Io che ne faccio parte (timidamente e modestamente) adesso non so cosa dire. E per far star zitta me ce ne vuole. Il fatto è che questa notizia andrebbe data con un certo stile, con verve, classe o almeno con la solita dose di cialtronaggine che mi contraddistingue.
Invece no. Son qui che fisso lo schermo del pc con il cervellino vuoto, c’è persino l’eco.
Perché questa è una cosa GROSSA, SERIA, per foodblogger veri e che sanno quello che fanno.

domenica 26 luglio 2015

MANDAZI: dolci kenioti per l'ABC mondiale, perché quando il caldo si fa duro …

… i duri accendono il forno. O friggono.
Ok, ce la posso fare. Non a friggere.
A tenere in piedi tutto sto “ambaradan” di blog, intendo.
Nonostante il pc che si è ammutinato decidendo di mettersi in  malattia prima e in convalescenza adesso.
Nonostante il caldo che mi fa venir voglia solo di stare in ammollo al mare o stesa sotto un albero a leggere in montagna.
Non che mi lamenti, sia chiaro. È estate e deve fare caldo. Scherziamo? Non vogliamo mica un’altra estate uggiosa (e non ho detto di m… perché sono una signora) come quella dell’anno scorso? No, no, va benissimo così.
Solo che la voglia di starmene in casa a smanettare sul pc è poca, pochissima.
Soprattutto se si deve lottare con una connessione ballerina e un pc che va a pedali.
La voglia di "spignattare" invece non manca mai. Nemmeno, e soprattutto, quella di mangiare.



sabato 11 luglio 2015

LASAGNETTE VERDI AL PESTO SCOMPOSTO PER #PRCHEF2015

Terza e purtroppo ultima puntata del #PRChef2015.
Perché questo gioco mi è piaciuto così tanto che mi sono venute in mente almeno altre 5 o 6 ricette.
Ma non è detto che non le faccia anche a concorso finito.
Ormai sono entrata in modalità 4-ingredienti-4.
È divertente pensare a un piatto, magari un piatto notissimo o consueto, togliere tutto quello che è superfluo e rimanere solo con l’essenziale.
In questo modo il piatto diventa un’altra cosa, ma l’idea di partenza, l’essenza di quel piatto, rimane.




giovedì 9 luglio 2015

#PRCHEF2015: RAVIOLI AL PARMIGIANO, PANE E POMODORI

Seconda proposta per il contest del Parmigiano Reggiano.
Contest che vede più di 200 food bloggers di tutta Italia sfidarsi alla corte di una delle nostre eccellenze gastronomiche senza esclusione di colpi.
Basta andare sul sito 4cookingparmigianoreggiano.com e sfogliare le centinaia di ricette che sono state raccolte. Una più golosa dell’altra.
Le regole del gioco sono poche e semplici, come semplice ed essenziale deve essere la cucina che dobbiamo rappresentare.



domenica 5 luglio 2015

SORBETTO AL SEDANO CON CRUMBLE DI PARMIGIANO E NOCI PER #PRChef2015.

Ben ritrovati.
Come sta andando questo inizio d’estate?
Per me purtroppo è un periodo bello e brutto allo stesso tempo.
Prima di raccontarvi cosa ho fatto e dove sono stata in questi giorni di assenza dal web vi voglio rendere partecipi di una splendida iniziativa a cui sto partecipando.
Si tratta del concorso PR Chef 2015 indetto da una delle eccellenze della gastronomia italiana: il Parmigiano Reggiano.


sabato 13 giugno 2015

FISHBURGER DI SPADA CON PANE ALLE ALGHE PER L'MTC n°49

Ovvero hamburger party atto secondo.
L’ho detto che la sfida dell’MTChallenge di questo mese mi ha preso un sacco. Peccato non avere il tempo per pensare di più alle ricette, per fare la terza proposta o per mettere a punto queste. Mi consolo col fatto che è perché vado in vacanza. Ma un po’ mi dispiace.
Oltretutto grazie ad Arianna, il terzo giudice e ideatrice del tema della sfida, ho imparato a fare i burger buns in maniera decente.


venerdì 12 giugno 2015

HAMBURGER PARTY ATTO I: di fassona piemontese e salsa verde

In questo periodo vado di fretta.
Tra qualche giorno partiremo per le tanto agognate ferie.
Quindici giorni in Calabria. Tra il mare e i la Sila.
Dopo dieci anni torniamo a rivedere luoghi e persone che ci hanno accolti e fatti sentire come a casa per tanto tempo. Non vedo l’ora.
Quindi potete immaginare quante cose ci siano da fare prima della partenza e in previsione di essa. Casa da sistemare, panni ad lavare e stirare, valige da fare, cose varie ed eventuali che sicuramente salteranno fuori all’ultimo minuto.
Mettiamoci anche che mio figlio ha pensato bene di beccarsi la quinta malattia e che si è ripreso solo ora. Mettiamoci anche le varie feste di fine anno scolastico, fine catechismo, fine attività sportive. Tutte ovviamente concentrate in questa settimana.
Insomma sto girando come una trottola.
Da ultimo il compleanno del maritino.


giovedì 11 giugno 2015

TORTA AL FORMAGGIO DALLA SVIZZERA PER L’ABC CULINARIO MONDIALE.

Per la precisione dall’Appenzello, uno dei cantoni in cui è divisa la Svizzera.
Anzi a essere ancora più precisi Appenzello è distretto e capoluogo del Cantone Appenzello Interno (Kanton Appenzell Innerrhoden), il più piccolo dei cantoni svizzeri.
Perché c’è pure l’Appenzello Esterno ovviamente. Gli Svizzeri son precisi.


martedì 9 giugno 2015

BISCOTTI AL LIMONE, LIME E PAPAVERO e non mi smentisco mai …

Finalmente la bella stagione.
Sole, caldo, voglia di mare e di cose fresche e veloci da preparare. Senza stare troppo ai fornelli, ma soprattutto senza accendere il forno.
Non si può proprio accendere troppo il forno d’estate.
Oltretutto ci vogliono ricette leggere e poco caloriche perché si va incontro alla temuta prova costume, o prova “vestitino dell’anno scorso che stava tanto bene invece ora tira sui fianchi, mannaggia alle pizzette che mi son mangiata!!”
Insomma in questo periodo si cerca di snellire lo snellibile, fosse anche solo la coscienza.
Infatti io, con la logica e la coerenza che mi contraddistinguono, sto per proporvi un dolce, burroso, zuccheroso e ovviamente cotto in forno.




sabato 6 giugno 2015

FOCACCIA DI PATATE SEMPLICE E FARCITA: croce e delizia.

Io amo i lievitati. Il mio giro vita ne è la prova più schiacciante.
Perché è li che si vanno ad adagiare inesorabilmente.
Per questo li odio anche.
Infatti ogni tanto ci provo a ignorarli, a farne a meno, a non cedere alle loro lusinghe.
Ma è inutile. Prima o poi un trancio di pizza, una pagnottella fragrante o una brioche burrosa vanificano in un solo istante ogni mio buon proposito.
Ma che ci posso fare? Sono la cosa più buona che c’è per me.




lunedì 1 giugno 2015

LLAPINGACHOS ECUADORIANI E L’EVOLUZIONE DI JANE.

Avete mai perso un’amica? È una delle esperienze più tristi e sconcertanti che vi possono capitare. Nessuno vi mostra comprensione, a meno che la vostra amica non sia morta. Ma questo non era il mio caso. Persi la mia migliore amica molti anni fa. Lo era stata per quasi un decennio, per più della metà della mia infanzia, e all’improvviso svanì, come se non fosse mai esistita …

“… A volte lo shopping mi sembra una metafora della vita: ci si sforza di scegliere, di selezionare, di accumulare il più possibile nel rispetto delle proprie risorse economiche, per poi scoprire che tutto ciò che abbiamo acquistato finisce nell’armadio, va fuori moda o diventa troppo stretto in vita. È allora che ricordo a me stessa che l’importante è lo shopping in se, non quello che si compra. È lo shopping zen. …

“ … Grazie al cielo la nostra è una di quelle famiglie che ha scheletri e non fantasmi. I fantasmi sono personali e invadenti, ricordi che tormentano i vivi. Nella mia famiglia non possediamo né l’immaginazione né la pazienza per avere dei fantasmi.
Gli scheletri al contrario sono reali … conservano il passato, le informazioni. … Gli scheletri non vanno e vengono come i fantasmi. Li si può studiare e misurare, vi si può leggere il passato. Sono fedeli come i cani…”
L’evoluzione di Jane – Cathleen Schine




lunedì 25 maggio 2015

TORTIGLIONI CON FAVE, ZUCCHINE, DATTERINI … e pancetta.

Sottotitolo: piatto unico diversamente light.
Dopo il mio sproloquio su gioie e dolori del cyber spazio del post precedente, più dolori che gioie, mi do un contegno e torno a parlare di cucina, che è meglio.
Ma nel mio solito modo.
Con un piatto semplice e gustoso, ma soprattutto rapido, che mette d’accordo tutta la famiglia. Sia i pastasciuttari indefessi, sia quelli convertiti al piatto unico, sia chi non ama molto la verdura, sia quelli che invece vivrebbero solo di ortaggi.





sabato 23 maggio 2015

BLOGGER, SOCIAL NETWORK … E LA SUPERCAZZOLA NERD.

E una ricetta furba, ma ve la dico dopo. Prima mi sfogo un po’.
Questo post è dedicato a tutti i super esperti di PC e similari, ai nerd, geek, keeg … cip e ciop.
Anche ai diversamente tecnologici ma ostinati come me.
Astenersi persone poco dotate di senso dell’umorismo, che di paturnie ne ho già d’avanzo.
Magari anche coloro a cui non frega niente di internet, blog, face book e compagnia e che vivono benissimo comunque.
Del resto un po’ io li capisco, anch’io fino a poco tempo fa vivevo benissimo anche senza social network. Si, facebook ogni tanto, giusto per cazzeggiare un po’ e scambiare quattro belinate con amici troppo distanti per farlo di persona. Poi basta.


foto presa da QUI

venerdì 22 maggio 2015

DORAYAKI: I DOLCETTI GIAPPONESI DI DORAEMON

Ovvero la merenda giapponese parte seconda.
Quella vera però. Quella più famosa in assoluto. 
Quella che almeno una volta noi bambini degli anni ottanta (e anche oltre) abbiamo immaginato di poter assaggiare.
Nella puntata precedente vi ho parlato dei dolci giapponesi (wagashi), molto particolari e del loro comune denominatore. Almeno per la maggior parte. Cioè la confettura di fagioli azuki, o Anko.
Vi avevo infatti accennato che questa confettura, simile alla nostra crema di marroni, è il ripieno tipico di molti dolcetti. Vi avevo anche già accennato qualche nome. Quelli più famosi, anche da noi, sono i Dorayaki.



mercoledì 20 maggio 2015

CONFETTURA ANKO DI FAGIOLI AZUKI PER UNA MERENDA GIAPPONESE.




Della confettura Anko ho già parlato precedentemente in questo post, l’ho usata come ripieno per i baci di cioccolata versione Sol Levante.
È venuto il momento però di dedicarle un po’ più di spazio.
Perché questa confettura è la base di quasi tutti i dolci tradizionali giapponesi.
Occorre dire che in Giappone non c’è la concezione di dolce e dessert come si ha da noi, specialmente in Europa dove la tradizione dolciaria è antichissima e molto sviluppata.
I dolci giapponesi (wagashi) non assomigliano neanche lontanamente ai nostri, alle torte farcite con creme voluttuose, ai dolci al cucchiaio, ai pasticcini, biscotti, brioche, ai prodotti da forno in genere. Anzi, fino a qualche decennio fa nelle cucine giapponesi non c’era nemmeno il forno.

lunedì 11 maggio 2015

SPAGHETTI ALLA CHECCA ARRABBIATA … o meglio leggermente irritata per l’MTC n°48.

“… Mangiare bene, e bere ancor meglio, rilassa gli sfinteri dell’anima, sconvolge i punti cardinali della cultura repressiva e prepara alla comparsa di una comunicabilità che non va sprecata …” M.V. Montalban.