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venerdì 9 settembre 2016

CROSTATA AL COCCO, TAPIOCA GRANO SARACENO, SENZA GLUTINE PER CASO, PER AIFB.

Mi riferisco al Calendario del Cibo di AIFB, l’Associazione Italiana Food Blogger che vuole dare risalto agli ingredienti e i ai piatti tipici della cucina italiana.
Ogni giorno è dedicato a qualcosa di diverso e sempre molto goloso e ogni giorno ci viene presentato da un ambasciatore o ambasciatrice di eccezione, uno dei food blogger di AIFB.
L’ambasciatrice di oggi è Silvia De Lucas Rivera, del blog Silviapasticci che ci presenta appunto la crostata: un dolce che è apparso in ogni casa italiana almeno una volta, la merenda per eccellenza, quella che ci preparava a nonna, magari con la confettura fatta da lei stessa con la frutta matura di stagione.



lunedì 21 dicembre 2015

BISCOTTI COCCO-CIOCCO-PISTACCHIO PER NATALE

Lo so. Lo so. Lo so che di biscotti in giro ce ne sono a camionate.
Specialmente biscotti di Natale.
Lo so di non essere un genio, soprattutto se con i biscotti ci costruisco casette.
Potevo farli a Luglio, allora si che sarei stata originale, avrei di sicuro battuto tutti sul tempo.
I biscotti di Natale per le feste sulla spiaggia. Una furbata.



domenica 12 aprile 2015

BASBOUSA AL COCCO PER UNA CENA FRA AMICI … IN EGITTO.


Passata bene la Pasqua?
Io abbastanza bene. 
Sinceramente sto passando un periodo di svogliatezza che mi sta portando a lasciare un po’ da parte il blog e quanto gli gira intorno. Non che mi sia stancata di sperimentare in cucina, ma in questo momento sento il bisogno di fare questi miei esperimenti culinari in privato, senza tutto il contorno legato al web.

Ma ci sono appuntamenti che non si possono ignorare. Perché sarebbe come ignorare degli amici. Come quello con l’ABC culinario mondiale.

sabato 21 febbraio 2015

BACI DAI CARAIBI: AL MOJITO E ALLA PIÑA COLADA

Baci di cioccolato parte II.
Perché il colpevole torna sempre sul luogo del delitto.
Dopo aver già abbondantemente martoriato l’arte cioccolataia (si dice così?), non paga, ho pensato che il mondo avesse bisogno di un’altra mia esibizione.
Una botta di vita. Un’epifania dolciaria.
Se ne sentiva proprio la mancanza.

D'altronde l’avevo ben detto che nella mia capoccia fumante ne ho in serbo una ventina, perlomeno.
Quindi non sono proprio riuscita a fermarmi ai primi due disastrosi esperimenti. Figurarsi.
Anche se sono perfettamente consapevole che non riuscirò mai a raggiungere la perfezione, non ho resistito, dovevo assolutamente provare ancora.

Potevo anche “limitarmi” a rifare il cioccolatino classico, che già da solo varrebbe lo sforzo. Altrimenti modificare giusto qualcosa mantenendo le proporzioni della ganache interna: ho pensato di mettere mandorle, pistacchi o noci invece delle nocciole, cioccolato fondente o al latte invece del gianduia, oppure aggiungere qualche spezia, del caffè in polvere, granella di biscotti, cereali soffiati, briciole di meringa. 
Sulle prime avevo pensato di replicare i cioccolatini ripieni di crema allo zafferano e croccante che avevo fatto quasi due anni fa, con esiti a dir poco esilaranti (beata ignoranza!).

Ma il mio cervellino invece ha partorito la sua genialata, con annessi moti di ira funesta.
Perché il frutto di questa alzata di ingegno sono state due creme al cioccolato bianco al gusto di due cocktails famosi: il mojito e la piña colada.
Benissimo. 
Quindi basta aggiungere rum, lime e menta nel primo caso e cocco, ananas e rum nel secondo. 
E che ci vuole?
Ci vuole del cervello e una precisione da farmacista nel bilanciare gli ingredienti.
Bisogna che si sentano tutti i sapori, che l’alcool non prevarichi, e che il cioccolato bianco serva da legante ma non renda stucchevole il tutto. Soprattutto non bisogna esagerare con i liquidi, altrimenti la ganache non tira, non si rassoda. Già il cioccolato bianco è infido e bastardo di per se. Se poi lo si va a offendere con l’aggiunta di troppa roba!!

Insomma ho avuto il mio bel daffare. Perché prima c’era troppo succo d’ananas e la crema era molle, allora ho aggiunto il cocco ma poi l’ananas non si sentiva più. La menta che avevo sapeva poco di menta. Assaggia ora, assaggia dopo, con tutto quel rum, mi son quasi ubriacata.
E son sacrifici. Cosa non si fa per l’MTChallenge.
Se mi ritrovo alcolizzata (e obesa) sapete a chi dare la colpa.

Non sto a tediarvi nuovamente con la fase del Temperaggio del cioccolato. L’odissea cioccolataia ve l’ho già illustrata nel post precedente. Dico solo che un eruzione vulcanica avrebbe fatto meno danni.
Senza contare tutta quella sfilza di dei pagani e santini vari che si sono riuniti intorno al tavolo a fare il tifo, richiamati da invocazioni disperate, qualcuno si aggira ancora tra le pentole.
Se vi andasse di imparare questa tecnica leggetevi il post di Annarita che la spiega nei minimi dettagli. Così vi rendete conto di quanto io sia inetta visto che nemmeno così sono riuscita a impararla bene.

Alla fine ce l’ho fatta. Più o meno. Bruttarelli son bruttarelli.
Ma devo ammettere che questi mi son proprio piaciuti.
I baci al Mojito li dedico a mio marito. 
Quelli alla Piña Colada a me stessa.
A noi due. Insieme. 
Perché siamo molto diversi ma anche molto simili.
Da tradizione i baci di cioccolata prevedono il bigliettino con una frase d’amore, io ne ho scelte due. Tratte da una meravigliosa canzone di Celentano che è stata l’inno del giorno del nostro matrimonio. Ce l’hanno cantata i nostri amici in chiesa, modificata un po’ per l’occasione.
E visto che quest’anno sono vent’anni che affrontiamo la vita insieme, tredici di matrimonio, ci meritiamo una dedica speciale.


“… La mia anima si spande come musica d’estate
Poi la voglia sai mi prende e si accende con i baci tuoi …”


“… Due caratteri diversi prendon fuoco facilmente
Ma divisi siamo persi, ci sentiamo quasi niente …”


Adesso vi do la ricetta prima che mi commuova troppo e non è da me. Poi non vorrei che a voi si cariassero i denti dal troppo zucchero!!













BACI AL MOJITO

Per la crema:
150g cioccolato bianco,
70g latte condensato,
50ml rum bianco,
½ lime,
2 rametti di menta fresca.

Per la copertura:
300g cioccolato fondente al 50%

Tagliate il lime a spicchi e mettetelo in un bicchiere con le foglie di un rametto di menta, schiacciate bene col pestello di legno, unite il rum e fate macerare per mezz’ora.
Fate scaldare il latte condensato. Unite il rum, filtrandolo con un colino e schiacciando bene il lime e la menta per ricavare i succhi.
Fate sobbollire delicatamente per circa 2 minuti, in modo che si addensi un pochino e l’alcool evapori in parte. Unite il cioccolato bianco fuso e incorporatelo bene.
Unite anche qualche foglia di menta tritata finemente a coltello.
Fate raffreddare e lavorate il composto con una spatola per renderlo soffice, mettete in frigo a rassodare bene per un’ora circa.
Con una sac à poche formate i classici cioccolatini con una cupoletta in cima, come sono lo sapete tutti. Perché siano baci è necessaria la cupoletta. Lasciateli in frigo fino al momento di servirli. Questa crema è molto morbida e tende a patire il calore.
Fate sciogliere il cioccolato fondente, temperatelo con la tecnica che preferite e ricoprite i cioccolatini. Metteteli ad asciugare in luogo fresco ma non in frigo.

Il temperaggio è fondamentale se si vogliono ottenere cioccolatini lucidi e croccanti, che non si sciolgano al contatto con le dita e che si riescano a togliere bene da eventuali stampi.
Se non si fa correttamente magari non si pregiudica il gusto finale, forse, ma senz’altro i cioccolatini ne perdono in consistenza, conservabilità e aspetto.
Quindi conviene imparare se si vuole preparare praline in casa, altrimenti vi tocca mangiarvele tutte in due giorni …
Io ho utilizzato la tecnica per inseminazione che vi riporto in breve: si scioglie 2/3 del cioccolato grattugiato a bagnomaria o al microonde, deve raggiungere la temperatura di circa 45°C. fuori dal fuoco di unisce il resto del cioccolato grattugiato e si mescola per farlo sciogliere. In questo modo la temperatura scende. Lo si lavora con la spatola fino ad avere 28°C circa. Poi lo si riporta a 30°C, che è la temperatura di utilizzo. Si deve cercare anche di mantenere questa temperatura durante tutta la lavorazione. Questa è in realtà la parte più difficile. Ovviamente le temperature variano a seconda del tipo del cioccolato.







BACI ALLA PIÑA COLADA.

Per la crema:
200g cioccolato bianco,
50g latte condensato,
50ml rum bianco,
50ml polpa di ananas frullata*,
70g cocco rapè.

*potete usare anche del succo d’ananas ma attenzione perché essendo liquido occorre poi aumentare il cioccolato bianco, oppure sciogliere un foglio di gelatina, ammollato e strizzato. Inoltre bisogna considerare che di solito il succo è zuccherato e questo compromette un po’ il gusto finale. La polpa secondo me è meglio.

Per la copertura:
300g cioccolato fondente.

Portare a bollore il latte condensato con l’ananas e il rum, fate addensare per un paio di minuti a fuoco dolce, mescolando. Unite il cocco mescolate bene e spegnete.
Unite anche il cioccolato bianco fuso. Incorporate perfettamente e fate raffreddare.
Mettete in frigo per un’ora circa.
Formate i cioccolatini come da ricetta precedente. ricopriteli di cioccolato e fateli asciugare al fresco ma non in frigo.







 Barbatrucco: se l’arte del temperaggio proprio non vi convince potete far raffreddare queste creme una notte in frigo, formare delle palline e rotolarle semplicemente nel cacao amaro, anche misto a zucchero di canna scuro così diventano scrocchiarelli o nel cocco. Conservateli però in frigo e consumateli velocemente perché senza la copertura al cioccolato sono molto deperibili. Non saranno professionali come i cioccolatini ricoperti ma fanno comunque la loro porca figura. 







Caraibi, mojito ... insomma! Visto il tempo forse sarebbero stati più indicati al Bombardino!

venerdì 9 gennaio 2015

TORTA CIOCCOLATO MASCARPONE E COCCO SENZA GLUTINE

Oggi è venerdì. Quindi oggi è il Gluten Free(Fry) Day.
Vi chiederete cosa centri con me.
Io non sono celiaca e nemmeno qualcuno dei miei famigliari.
Ma ho amici che lo sono, amichetti di mio figlio, conoscenti. Quindi mi è capitato almeno una volta di dovermi preoccupare di quello che mettevo in tavola.

Preparare una semplice merenda per bambini può essere insidioso se non si conosce a fondo la materia. Perché non basta escludere la farina. Ci sono tanti alimenti, soprattutto se confezionati che “possono contenere tracce di …” , addirittura il prosciutto.
Ma non solo, bisogna fare molta attenzione a non usare stoviglie “contaminate”, cioè con cui si ha già toccato alimenti glutinosi.
Però non è così difficile in realtà. Basta un po’ di informazione. Un po’ di accortezza. Un briciolo di organizzazione.
Inoltre sono davvero tanti gli ingredienti già di per se senza glutine: patate, riso, carne, pesce, verdure, frutta. I miei adorati formaggi.

Ma soprattutto bisognerebbe informarsi bene, anche per non parlare a vanvera.
Perché dire intollerante al glutine e basta, non significa proprio nulla. Come per tutte le altre intolleranze alimentari del resto.
Oggi si fa un gran parlare di intolleranze e allergie. Spesso a sproposito. Appena uno ha un po’ di mal di pancia salta fuori questo spauracchio. Anzi per alcuni è diventato quasi una moda. Per  altri un business.

Così a rimetterci sono proprio quelli che intolleranti lo sono davvero.

Perché vengono guardati con fastidio. Perché se è vero che adesso ci sono tanti prodotti gluten free a disposizione questo non necessariamente vuol dire che siano più a buon mercato.
Intanto il pressapochismo dilaga.
Ma la celiachia, come altre intolleranze alimentari, è una cosa seria. Fa star male sul serio.

Io ne so ancora pochissimo, certo. Forse perché non ne sono colpita personalmente. Per questo non me la sono mai sentita di parlarne. Per non aumentare il cumulo di cavolate che circolano su questo argomento.
Ma grazie ad alcune blogger, che invece conoscono personalmente la materia, ho iniziato a chiarirmi le idee.
Inoltre è più frequente di quello che si pensa cucinare senza glutine. Pensiamo alle patatine fritte, alla polenta con il sugo di salsiccia, al risotto in tutte le sue declinazioni, alle frittate.
La farinata ligure!

Giusto ieri ho preparato una torta. Avevo del mascarpone aperto da un paio di giorni che doveva essere utilizzato e non a crudo. Della frutta secca, un rimasuglio di cocco rapè. Montagne di cioccolato delle calze befanesche.
Ho preparato una torta. Ma ho sostituito la farina con l’amido di mais. Semplice. Non è poi così difficile preparare una merenda gluten free. Che la possano mangiare tutti senza discriminazioni. Anche questo aspetto non è da sottovalutare. Specialmente se si tratta di bambini. Non è per niente bello che si sentano esclusi solo perché non possono mangiare certe cose, quando basterebbe un minimo di organizzazione.

La torta si può fare in due versioni. Una veloce alla “Fast and furious”, dove praticamente si mescolano gli ingredienti e via in forno. Rimane più friabile e leggermente più asciutta, con le nocciole e il cocco che si sentono sotto i denti.
L’altra versione è più morbida e umida, con una consistenza un po’ più fine. Più da dopo cena con l’accompagnamento di crema inglese o zabaione caldo. Che guarda caso sono anch’essi normalmente sglutinati, perché privi di farina.

Certamente nel caso di celiaci a tavola occorre verificare che tutti gli ingredienti (maizena, cacao, lievito, anche il cioccolato!) siano davvero a spiga barrata, senza la famosa dicitura “potrebbe contenere tracce …” e consentiti dal prontuario dell’AssociazioneItaliana Celiachia. Ma basta solo far più attenzione al supermercato. Leggere bene le etichette. Usare utensili perfettamente puliti e qualche altro accorgimento. Ma su questo vi rimando a chi ne sa più di me, per esempio Stefania e Gaia, tanto per dirvene due. Ma sul sito Gluten Free Travel and Living ne troverete altre.

Intanto buona merenda sglutinata. A tutti.

 
 
 
 

TORTA SENZA GLUTINE AL MASCARPONE CIOCCOLATO E COCCO (in due versioni).
Ingredienti:
3 uova medie,
200g cioccolato fondente (quello consentito),
150g mascarpone,
120g zucchero,
100g maizena (consentita),
80g cocco rapè,
80g mandorle pelate o nocciole,
1 cucchiaio di cacao amaro (consentito),
1 cucchiaino di lievito per dolci (facoltativo, piuttosto usate un pizzico di bicarbonato)
un pizzico di sale.

Controllate sempre che tutti gli ingredienti siano consentiti ai celiaci, che abbiano cioè il marchio spiga barrata.

Versione n°1: torta morbida e umida.
Spezzettate il cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria mescolando, fatelo intiepidire.
Frullate finemente le mandorle o le nocciole con un cucchiaio di zucchero fino ad avere un composto il più fine possibile. Unite anche il cocco e dare ancora una frullata.
Lavorate a crema soffice le uova con lo zucchero rimasto, incorporate il mascarpone e un pizzico di sale. Unite le nocciole macinate con il cocco e il cioccolato fuso tiepido.
Infine incorporate la maizena e il cacao setacciati col lievito.
Versate in una tortiera di circa 30cm di diametro e infornate a 180° per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 170° circa e continuate a cuocere per altri 20 minuti.
La torta deve avere una bella crosticina dorata ma essere ancora leggermente umida all’interno, ma non molle altrimenti è cruda.
Servitela fredda o tiepida spolverata di zucchero a velo e cocco rapè.






Versione n°2: torta friabile. Che poi è quella che ho fatto io.
Spezzettate grossolanamente il cioccolato e frullatelo con le nocciole e 1 cucchiaiata di zucchero fino ad avere un composto granuloso come sabbia.
In una ciotola lavorate le uova con lo zucchero, un pizzico di sale e il mascarpone fino ad avere una crema spumosa. Unire la maizena, il cocco, il cacao, il levito e il composto di cioccolato. Amalgamare bene con una spatola e versare in una teglia di circa 30cm di diametro foderata con carta forno umida.
Infornate a 180° per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 160° e proseguite per altri 30 minuti circa. Dentro rimane comunque un pochino umida per via del cioccolato fondente.
Una volta fredda spolveratela con zucchero a velo e cocco.



 
 
 
 
 
 

domenica 28 dicembre 2014

BEIGNETS SENEGALESI AL COCCO PER COLAZIONE

"Yalla ma atmi nek atoum Jam ak Kheweul”

Che quest’anno sia un anno di pace e di tanta fortuna.
                                                                                             modumodu.blogspot.it

 E che lo sia veramente, per tutti quanti.

Con questo augurio di un anno felice, mentre fuori è arrivato il gelo e i cannoni “spara neve” sono a pieno regime sulle piste, io vi porto in Senegal al seguito della carovana dell’ABC culinario mondiale. A farci da guida in questa tappa è Lynne del blog Cafe Lynnylu e tra l’altro finisce proprio oggi, quindi mi devo sbrigare se non voglio che mi lascino a terra.

Siamo in Africa occidentale. In una regione di tradizioni antichissime. La popolazione senegalese risale addirittura al paleolitico. Ha subito diverse colonizzazioni, olandese, portoghese e francese. Ognuna delle quali ha lasciato qualcosa di se nella cultura del paese.
L’ultima, la Francia, ha lasciato la lingua ufficiale, anche se sono molti i gruppi etnici presenti.

La cucina senegalese  è molto ricca e varia, considerata forse come una delle migliori di tutta l’Africa, proprio per questo miscuglio di culture diverse e per una gran varietà di prodotti.
Per i senegalesi i pasti principali sono molto importanti perché sono un momento di condivisione e di incontro per la famiglia, molto allargata, che si riunisce tutta intorno allo stesso vassoio. L’ospitalità è una virtù fondamentale per il popolo senegalese che tiene gli ospiti in gran considerazione offrendo loro i cibi e le porzioni migliori.

Come dicevo la cucina è molto ricca. I piatti sono quasi sempre a base di carne, di pollo, montone o bue, il maiale è poco consumato perché proibito dalla religione islamica. La carne viene tagliata a pezzi e poi lasciata marinare (yassa) e stufata a lungo con delle verdure e spezie.
Questi piatti sono profumatissimi e molto colorati, vengono poi accompagnati da riso o couscous di grano o miglio.
Nelle regioni costiere o lungo i fiumi gli stessi piatti vengono preparati anche col pesce.
Deliziose sono le insalate di verdure miste a pesce e deliziosi frutti tropicali.

Si tratta quindi di una cucina molto ricca e saporita.
Forse un tantino pesante, nonostante la latitudine. Quindi dopo i bagordi natalizi non era il caso di imbarcarsi in una preparazione laboriosa e di difficile digestione. Soprattutto se il frigo trabocca di avanzi di ogni tipo.
Però non volevo certo perdermi questa tappa culinaria per insignificanti difficoltà digestive.

Ho fatto delle ricerche e ho notato che non sono molti i dolci tipici senegalesi, che di solito non vengono considerati come dessert da fine pasto, ma vengono serviti a colazione o merenda insieme a una tazza di tè alla menta, di Karkadè o di succo allo zenzero (Jus de gingembre).

I dolci più noti sono delle frittelle al cocco, forse di influenza francese, chiamati appunto “Beignets au coco”. Sono in realtà conosciuti un po’ in tutta l’Africa nord-occidentale.
Le ricette che ho trovato sono tantissime, simili ma diverse tra loro, come ogni ricetta popolare che si rispetti. La quantità di cocco e zucchero nell’impasto varia, come l’uso del latte di cocco al posto di quello vaccino, si possono trovare spezie diverse come noce moscata, cannella, zenzero o cardamomo, o un mix di tutte.
Io ho preso un po’ qua e un po’ la, anche a seconda dei nostri gusti personali. Eccovi quindi i miei beignets da servire sia caldi che freddi con una bella tazza di tè alla menta.

 

 

 
 
 


Beignets senegalais au coco

1 uovo grande, l’altro
250g di farina 00,
60g cocco rapè,
60g zucchero,
150ml latte (anche quello di cocco),
25g burro sciolto,
3 cucchiai di uvetta sultanina,
1 cucchiaino cannella,
1 cucchiaino di zenzero,
un pizzico di noce moscata,
½ cucchiaino di lievito per dolci,
la scorza di ½ limone biologico (io 1 lime).

 
Sciacquate l’uvetta e lasciatela in ammollo per mezz’ora circa.
In una ciotola mescolate la farina col lievito, il cocco, lo zucchero e le spezie. Unite l’uovo, il latte e il burro fuso e iniziate ad amalgamare tutto. Incorporate anche l’uvetta sgocciolata e la scorza del limone grattugiata. Io non avevo il limone così ho unito il succo di mezzo lime, perché non ero sicura che non fosse trattato.
Amalgamate bene ottenendo una pastella liscia e senza grumi, rimane molto densa e corposa. Fatela riposare circa un’ora.

Con due cucchiaini formate delle palline di pastella e tuffatele direttamente in abbondate olio di semi (io di arachide) caldo ma non bollente, altrimenti le frittelle si scuriscono subito fuori e rimangono crude all’interno. Friggete poche palline alla volta, a fuoco moderato, rigirandole spesso. Quando sono ben dorate prelevatele con la schiumarola e fatele asciugare su carta assorbente. Servitele calde spolverate di zucchero a velo o cocco.

 

 
 
 
 
 

ATAYA -Te alla menta senegalese.

Il te si beve in ogni momento della giornata ed è un’occasione di fermarsi a fare due chiacchiere. È sempre il più giovane che lo prepara secondo un rituale preciso.
Le foglie di te verde vanno sciacquate velocemente in poca acqua calda, poi messe nella teiera con menta e zucchero e acqua bollente. Si fa riposare 3 minuti e poi si versa dall’alto nei bicchierini. Questo primo tè è molto forte e amaro e viene riservato agli ospiti e agli anziani.
Nella teiera viene rimessa altra acqua e viene fatto ribollire, questo infuso è meno forte e più dolce e viene riservato ai giovani.
Il procedimento si ripete per una terza volta ottenendo un infuso molto delicato e dolce che viene servito a tutti, anche ai bambini.


 
 
 
 
 
 
 
 


martedì 23 dicembre 2014

DOLCETTI E BISCOTTI DI NATALE: qualche idea golosa sotto l'albero.

You better watch out
You better not cry
Better not pout
I'm telling you why
Santa Claus is coming to town

He's making a list,
And checking it twice;
Gonna find out Who's naughty and nice.
Santa Claus is coming to town

He sees you when you're sleeping
He knows when you're awake
He knows if you've been bad or good
So be good for goodness sake!

O! You better watch out!
You better not cry.
Better not pout, I'm telling you why.
Santa Claus is coming to town.
Santa Claus is coming to town.


Ormai manca pochissimo. È quasi tutto pronto.
Albero, Presepe, luci, addobbi. Tutta la casa è in festa.
La letterina è stata spedita. I regali sono stati fatti.
Il menù per il cenone o il pranzo di festa è stato compilato.
Le cucine si riempiono già di rumori di stoviglie, pentole. Sfrigolii, borbottii.
Odori meravigliosi pervadono tutta la casa.
I bambini sono agitati più che mai, aspettando Babbo Natale o Gesù Bambino.

Se ancora vi è rimasto qualche pensierino da fare. Qualcuno da salutare.
O se volete offrire qualcosa di speciale agli amici che passano da casa per scambiare gli auguri. O se semplicemente volete tenere a freno l’impazienza dei più piccini preparando con loro qualcosa di goloso, magari da lasciare sul davanzale della finestra per Babbo Natale.
Ecco che questo post fa al caso vostro.

Vi do qualche idea facile e veloce.
Un po’ di ricette di biscotti e pasticcini che ho postato in quasi due anni di blog.
Da regalare e regalarvi in queste feste che sono ormai dietro l’angolo.

Per confezionarli non c’è limite alla fantasia. Ci sono negozi dove vendono di tutto: vassoi, scatoline, cestini. Vasetti di vetro di varie forme e colori: per esempio sono molto di moda i vasi da conserva, quelli col coperchio con la guarnizione. Oppure un semplice bicchiere, quelli da vino liquoroso grandi col piede, una mug, una tazza da tisana, riempiti con tanti biscottini.

Ma bastano dei semplici piatti di carta o plastica, di quelli natalizi che si trovano nei supermercati. Ce ne sono di diverse misure. Alcuni poi hanno decorazioni bellissime.
Poi un foglio di carta trasparente per alimenti. Oppure dei sacchettini trasparenti, sempre da alimenti, quelli dove si mettono le caramelle sfuse, per intenderci. E tanti nastri colorati.

Nel post precedente vi ho fatto vedere come si preparano i Gingerbread man e la loro Casetta. Che altro non sono che i Piparkakut finlandesi.


 
Vi avevo anche accennato degli Speculoos, i biscotti che in Belgio si preparano per S.Nicola.
 

Oppure potete spostarvi in Inghilterra o negli Stati Uniti e preparare dei semplici Chocolate Chips Cookies che non sono prettamente natalizi ma sono sicura che gli elfi ringrazieranno molto.

 

Se invece ci dirigiamo all’altro capo del mondo troviamo gli australiani ANZAC biscuits con avena e cocco, anche questi non prettamente natalizi ma noi non ci formalizziamo. Poi sono davvero veloci da preparare. Vista la quantità di cose da fare in questi giorni, la cosa non è da sottovalutare.


 
Oppure i golosi Lamingtons con una soffice crema, cioccolato e cocco. Sembrano cioccolatini e come quelli, uno tira l'altro.



 In Brasile invece possiamo trovare i Beijinos de coco e i Brigadeiros. Di una semplicità sorprendente. Fatti semplicemente con latte condensato e cocco o cacao. Sono così buoni che spariranno in un attimo. In più fanno una gran figura.

 
 
In Italia biscotti ne abbiamo moltissimi. Io vi segnalo questi, semplici e golosi:
I Canestrelli Liguri, che adoro particolarmente.



 
I biscotti di pasta di mandorle con gocce di cioccolato.


 
E i biscotti di riso senza glutine.
O quelli di riso e mais con vino bianco e olio d'oliva. Molto leggeri e delicatissimi.



Ho anche preparato dei golosi cioccolatini ripieni con ganache allo zafferano e al croccante. Non senza difficoltà, quella volta ho fatto qualche pasticcio ma poi ci sono riuscita e che goduria. Con la crema del ripieno ho fatto anche dei deliziosi Tartufini. Naturalmente il croccante è fatto con le mie manine.





 
Ma i miei preferiti restano i Biscotti della Fortuna Cinesi. Che tra l’altro sono divertentissimi da regalare proprio per queste feste di fine anno. Preparate delle frasi divertenti e sibilline, scrivetele su delle striscioline di carta che metterete dentro ai biscotti e poi divertitevi a giocare con gli amici.


 
 
Bene, vi ho dato qualche piccolo suggerimento. Ma nell'indice delle ricette troverete ancora altri piccoli dolcetti. Divertitevi a prepararli, a regalarli e a mangiarli. Passate delle feste serene in compagnia di chi vi sta a cuore.
Non so se riuscirà a postare ancora qualcosa prima di Natale. Avevo in progetto ancora tante cose ma il tempo è volato più veloce del previsto.
Sono anch’io in pieno fermento: quest’anno il pranzo del 25 si farà a casa mia e, anche se avrò la collaborazione di mamma, suocera e zia, ho un po’ di cose a cui pensare.
Per questo inizio a farvi fin d’ora i miei più cari auguri.

Buon Natale a tutti.