domenica 28 dicembre 2014

BEIGNETS SENEGALESI AL COCCO PER COLAZIONE

"Yalla ma atmi nek atoum Jam ak Kheweul”

Che quest’anno sia un anno di pace e di tanta fortuna.
                                                                                             modumodu.blogspot.it

 E che lo sia veramente, per tutti quanti.

Con questo augurio di un anno felice, mentre fuori è arrivato il gelo e i cannoni “spara neve” sono a pieno regime sulle piste, io vi porto in Senegal al seguito della carovana dell’ABC culinario mondiale. A farci da guida in questa tappa è Lynne del blog Cafe Lynnylu e tra l’altro finisce proprio oggi, quindi mi devo sbrigare se non voglio che mi lascino a terra.

Siamo in Africa occidentale. In una regione di tradizioni antichissime. La popolazione senegalese risale addirittura al paleolitico. Ha subito diverse colonizzazioni, olandese, portoghese e francese. Ognuna delle quali ha lasciato qualcosa di se nella cultura del paese.
L’ultima, la Francia, ha lasciato la lingua ufficiale, anche se sono molti i gruppi etnici presenti.

La cucina senegalese  è molto ricca e varia, considerata forse come una delle migliori di tutta l’Africa, proprio per questo miscuglio di culture diverse e per una gran varietà di prodotti.
Per i senegalesi i pasti principali sono molto importanti perché sono un momento di condivisione e di incontro per la famiglia, molto allargata, che si riunisce tutta intorno allo stesso vassoio. L’ospitalità è una virtù fondamentale per il popolo senegalese che tiene gli ospiti in gran considerazione offrendo loro i cibi e le porzioni migliori.

Come dicevo la cucina è molto ricca. I piatti sono quasi sempre a base di carne, di pollo, montone o bue, il maiale è poco consumato perché proibito dalla religione islamica. La carne viene tagliata a pezzi e poi lasciata marinare (yassa) e stufata a lungo con delle verdure e spezie.
Questi piatti sono profumatissimi e molto colorati, vengono poi accompagnati da riso o couscous di grano o miglio.
Nelle regioni costiere o lungo i fiumi gli stessi piatti vengono preparati anche col pesce.
Deliziose sono le insalate di verdure miste a pesce e deliziosi frutti tropicali.

Si tratta quindi di una cucina molto ricca e saporita.
Forse un tantino pesante, nonostante la latitudine. Quindi dopo i bagordi natalizi non era il caso di imbarcarsi in una preparazione laboriosa e di difficile digestione. Soprattutto se il frigo trabocca di avanzi di ogni tipo.
Però non volevo certo perdermi questa tappa culinaria per insignificanti difficoltà digestive.

Ho fatto delle ricerche e ho notato che non sono molti i dolci tipici senegalesi, che di solito non vengono considerati come dessert da fine pasto, ma vengono serviti a colazione o merenda insieme a una tazza di tè alla menta, di Karkadè o di succo allo zenzero (Jus de gingembre).

I dolci più noti sono delle frittelle al cocco, forse di influenza francese, chiamati appunto “Beignets au coco”. Sono in realtà conosciuti un po’ in tutta l’Africa nord-occidentale.
Le ricette che ho trovato sono tantissime, simili ma diverse tra loro, come ogni ricetta popolare che si rispetti. La quantità di cocco e zucchero nell’impasto varia, come l’uso del latte di cocco al posto di quello vaccino, si possono trovare spezie diverse come noce moscata, cannella, zenzero o cardamomo, o un mix di tutte.
Io ho preso un po’ qua e un po’ la, anche a seconda dei nostri gusti personali. Eccovi quindi i miei beignets da servire sia caldi che freddi con una bella tazza di tè alla menta.

 

 

 
 
 


Beignets senegalais au coco

1 uovo grande, l’altro
250g di farina 00,
60g cocco rapè,
60g zucchero,
150ml latte (anche quello di cocco),
25g burro sciolto,
3 cucchiai di uvetta sultanina,
1 cucchiaino cannella,
1 cucchiaino di zenzero,
un pizzico di noce moscata,
½ cucchiaino di lievito per dolci,
la scorza di ½ limone biologico (io 1 lime).

 
Sciacquate l’uvetta e lasciatela in ammollo per mezz’ora circa.
In una ciotola mescolate la farina col lievito, il cocco, lo zucchero e le spezie. Unite l’uovo, il latte e il burro fuso e iniziate ad amalgamare tutto. Incorporate anche l’uvetta sgocciolata e la scorza del limone grattugiata. Io non avevo il limone così ho unito il succo di mezzo lime, perché non ero sicura che non fosse trattato.
Amalgamate bene ottenendo una pastella liscia e senza grumi, rimane molto densa e corposa. Fatela riposare circa un’ora.

Con due cucchiaini formate delle palline di pastella e tuffatele direttamente in abbondate olio di semi (io di arachide) caldo ma non bollente, altrimenti le frittelle si scuriscono subito fuori e rimangono crude all’interno. Friggete poche palline alla volta, a fuoco moderato, rigirandole spesso. Quando sono ben dorate prelevatele con la schiumarola e fatele asciugare su carta assorbente. Servitele calde spolverate di zucchero a velo o cocco.

 

 
 
 
 
 

ATAYA -Te alla menta senegalese.

Il te si beve in ogni momento della giornata ed è un’occasione di fermarsi a fare due chiacchiere. È sempre il più giovane che lo prepara secondo un rituale preciso.
Le foglie di te verde vanno sciacquate velocemente in poca acqua calda, poi messe nella teiera con menta e zucchero e acqua bollente. Si fa riposare 3 minuti e poi si versa dall’alto nei bicchierini. Questo primo tè è molto forte e amaro e viene riservato agli ospiti e agli anziani.
Nella teiera viene rimessa altra acqua e viene fatto ribollire, questo infuso è meno forte e più dolce e viene riservato ai giovani.
Il procedimento si ripete per una terza volta ottenendo un infuso molto delicato e dolce che viene servito a tutti, anche ai bambini.


 
 
 
 
 
 
 
 


2 commenti:

  1. Nonostante i bagordi di questi giorni, ti assicuro che non resisterei all'assaggio :-P
    Poi un bel viaggetto in Senegal non ci starebbe male..anche qui è arrivato il gelo :-( odio l'inverno U.U
    Complimenti cara x la ricetta e felice proseguimento <3

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    Risposte
    1. Non dovrei dirlo perché qui da me l'inverno e la neve portano lavoro a tutti ma anche a me non piace il freddo. Amo l'estate e il sole. Un viaggio al caldo africano ci starebbe bene. Ciao

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