martedì 16 dicembre 2014

DOLCI REGALI … PERCHÉ NON C’È DUE SENZA TRE.

“Nuntio vobis gaudium magnum habemus tomum!”

Troppo pontificia. Un tantino ridondante.
Ok un po’ meno allora. Ricomincio.

“È con viva e vibrante soddisfazione” (presidenziale alla Crozza, mi si addice di più) … 
che vi annuncio l'arrivo da oggi in tutte le librerie del






Regali nel senso di dolci degni della tavola di re e regine.
Perché in questo libro si parla di tutti quei dolci lievitati, ricchi e sontuosi, che sono nati proprio a corte dalle mani sapienti di cuochi e pasticceri. Per lo più dal XVII secolo in poi, epoca in cui la pasticceria ha iniziato ad avere un’importanza sempre più rilevante e maggiore autonomia rispetto alle altre portate.
Dolci che richiamano i fasti di quelle corti, l’importanza di quei commensali a cui erano destinati, sia per la ricchezza degli ingredienti che per l’opulenza delle forme: corone, intrecci, cupole gonfie e voluttuose.



Come per gli altri due precedenti libri l’idea di base è scaturita da una delle sfide dell’MTChallenge, il gioco nato dal blog “Menù Turistico” che poi ha intrapreso la sua strada attraverso un sito a lui dedicato. Si tratta di sfide fra blogger, a cadenza mensile, che vertono su un piatto della tradizione italiana o internazionale, ma anche su un singolo ingrediente o una tecnica di cottura. Tutto contribuisce a creare fermento di idee e divertimento, non solo culinario.

Per ben due volte queste gare fra blogger sono approdate sulla carta stampata e ne sono nati due libri: “L’Ora del Patè” e “Insalata Da Tiffany”. I titoli sono abbastanza esplicativi dell’argomento di cui trattano questi volumi. Anche se non dicono tutto.
C’è molto di più. Come sempre.

Questo terzo volume è nato dalla sfida sul Babà. Che è stata un trionfo di ricette, una più ricca dell’altra. Poi però si è allargato cammin facendo, estendendosi a tutti i dolci lievitati che del Babà sono fratelli, zii, parenti stretti. Per estrazione di nascita, epoca o fama.
Ma non solo. Ci sono anche tutti quei dolci più popolani ma altrettanto ricchi e succulenti, nati durante festività particolari ma ormai entrati a far parte della pasticceria tradizionale.
E poi le creme, le bagne e le glasse che di solito fanno da accompagnamento.
Un tripudio di farina, uova, burro, zucchero, frutta, aromi, spezie. E lievito.

Ecco perché questi dolci sono regali.

Possiamo però benissimo intendere la parola REGALI come un sostantivo e prendere spunto dalle ricette di questo libro, ben 130, per creare piccoli capolavori di pasticceria da regalare, appunto, ad amici e parenti al posto del solito panettone industriale o del “pensierino”, tanto ormai non si sa più cosa inventare per non essere banali. Inoltre mai come quest’anno sono di gran moda i doni “home made”, fatti con le proprie mani.

Ma potete anche regalare direttamente una copia del libro, magari insieme a tutto l’occorrente per fare una di queste ricette: ingredienti di qualità e perché no, anche lo stampo. Di sicuro una originale alternativa al solito cesto natalizio.

Regalando o regalandosi questo libro si pensa anche ad aiutare chi si trova in difficoltà. Perché anche questo, come gli altri due della stessa collana, sostiene una interessante iniziativa. Ora vi vado a spiegare meglio:

Acquistando una copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:http://www.piazzadeimestieri.it/),un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e,ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


DOLCI REGALI


Collana “I libri dell'MTChallenge”

SAGEP Editori- Genova

Prezzo di copertina: 18,00 euro

Foto: Paolo Picciotto

Illustrazioni: Mai Esteve

Editor: Fabrizio Fazzari

Impaginazione: Barbara Ottonello

in vendita in tutte le librerie e su Amazon, IBS
Se questa sera passate da Genova ....
http://www.sagep.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=13822
Ah! Già che siete arrivati a leggere fin qui posso anche dirvelo: anche in questo libro ci sono io con due mie piccole ricettine. Così. Per farvelo sapere. Ma a bassa voce. Prima che se ne accorgano.

mercoledì 10 dicembre 2014

CRESPELLE DI FARRO AI CARCIOFI E RICOTTA CON CREMA ALLO ZAFFERANO E TREBBIANO D’ABRUZZO.

Come al solito arrivo all’ultimo minuto. Trafelata e boccheggiante. Appena in tempo per partecipare al contest di Taste Abruzzo:it’s Christmas Time.
C’era un mese intero di tempo, ma com’è come non è, anche stavolta arrivo l’ultimo giorno.
Non perché non avessi idee. Tutt’altro ne avevo fin troppe.

Il tema è quanto mai stimolante: la cucina delle feste con protagonisti i prodotti di eccellenza della gastronomia abruzzese.
Che non sono esattamente due o tre. La lista è un tantino più lunga.

Si può iniziare ricordando il famosissimo zafferano, ma si potrebbe continuare a lungo elencando tutta una serie di ortaggi, cereali, salumi, formaggi, vini. E poi la frutta secca e il miele. Ingredienti che danno vita a grandi piatti.
Ma l’Abruzzo è anche regione costiera e la sua cucina di mare non è da meno di quella per così dire di terra.
Quindi non è stato facile scegliere tra tutti i suggerimenti che avevo a disposizione.

Inoltre tutta la ricetta doveva essere interpretata in chiave natalizia.
Un piatto per il pranzo di Natale ma anche per la cena della Vigilia. Insomma qualcosa da gustare in compagnia di amici e parenti.

Pensando ai grandi piatti abruzzesi mi sono venute in mente le Scrippelle ‘mbusse, ossia crespelle arrotolate bagnate da un buon brodo di gallina e spolverate da tanto pecorino, tipiche della provincia di Teramo. Però le scrippelle sono anche asciutte, ripiene di carne o formaggio e arrotolate come cannelloni.

Ho immediatamente pensato a un ripieno di carciofi, ricotta di pecora e pecorino d’Abruzzo. Le ho preparate col farro, cereale tipico. Ma non potevo certo dimenticarmi due eccellenze del territorio abruzzese: il Trebbiano, vino bianco aromatico e ovviamente lo zafferano.
Gli ingredienti tipici ci sono tutti, l’ispirazione a una ricetta tradizionale anche. Il piatto delle feste è pronto: può essere un ricco antipasto o un primo delicato.

Un piatto che si può preparare in anticipo nella pirofila e gratinare in forno pochi minuti prima di sedersi a tavola. Giusto il tempo di un aperitivo sfizioso, magari qualche fetta di salame Aquila o di mortadella di Campotosto, una bruschetta, un crostino con i fegatini.

Anche la salsa si può fare prima che arrivino gli ospiti e mantenere in caldo. Solo un attimo per ultimare il piatto con un tocco croccante. Poi finalmente ci si mette a tavola tutti insieme e arrivano le crespelle, pardon le scrippelle, profumate e golose.

È una ricetta semplice ma gustosa. Come la cucina d’Abruzzo.


 
 
 
 

SCRIPPELLE AL FARRO CON CARCIOFI E RICOTTA E CREMA ALLO ZAFFERANO E TREBBIANO D’ABRUZZO.

Ingredienti per 6 persone

Per le crespelle:
2 uova grandi,
120g farina di farro integrale,
60g farina 00,
300ml latte,
100ml acqua,
un pizzico di sale.

Per il ripieno:
600g carciofi puliti,
300g ricotta di pecora,
2 scalogni,
4-5 cucchiai pecorino d'Abruzzo* grattugiato,
1 bicchierino di Trebbiano d’Abruzzo,
brodo vegetale,
olio e.v.o, sale,
noce moscata.

* Ebbene si. L’ho trovato. Botta di fortuna con la C maiuscola. Sotto Natale il supermercato cuneese che frequento ha deciso di tenere una scelta di formaggi di varie regioni d’Italia e questa volta l’Abruzzo c’era. Sentitamente ringrazio. Chi non avesse la stessa fortuna sostituite col pecorino romano o parmigiano … ma non garantisco ;-)

Per la crema:
½ litro di latte,
40g burro,
1 cucchiaio colmo di fecola di patate,
1 bicchiere (circa 200ml) di vino bianco Trebbiano d’Abruzzo,
100ml panna fresca,
2 bustine di zafferano,
sale, pepe, noce moscata

Per completare:
1 carciofo,
4-5 foglie di porro.

Preparate le crespelle: battete le uova, incorporate le farine e pian piano il latte in modo da avere una pastella liscia e senza grumi. Insaporire con un pizzico di sale e diluire con l’acqua. Deve avere la consistenza della panna liquida, anche un po’ più fluida. Fatela riposare per circa mezz'ora.
Scaldate una padella antiaderente a fondo piatto e spesso, di circa 20 cm di diametro. Potete ungerla con pochissimo burro, ma se è un ottima padella e la usate appositamente per le crespelle non occorre nemmeno.
Versate un mestolino di pastella al centro, ruotate la padella delicatamente in modo che vada a velare bene tutta la superficie, fatela rapprendere. Quando sotto è ben dorata e i bordi si staccano da soli alzandosi, voltatela con una palettina di plastica e fatela dorare leggermente alche dall’altro lato. Toglietela e mettetela in un piatto.
Continuate così usando tutta la pastella, ogni volta date una mescolata perché la farina tende a depositarsi in fondo. Se così fosse e la pastella cominciasse a essere un po’ densa, unite ancora poco latte e mescolate.
Dovrete ottenere circa 12 crespelle. Man mano che le fate potete impilarle tutte su un piatto, tanto non si attaccano.

Per la farcia: affettate finemente i carciofi e la parte più tenera dei gambi, dopo averli ben puliti e mondati dagli scarti duri.
Tritate gli scalogni e fateli rosolare in due cucchiai di olio, unite anche i carciofi e fate rosolare 3 minuti. Bagnate con il vino bianco e unite un mestolo di brodo di verdura.
Fate cuocere a fuoco moderato finchè i carciofi non saranno ben teneri. Aggiustate di sale.
Fate intiepidire i carciofi e tritatene grossolanamente ¾. Uniteli alla ricotta con il formaggio grattugiato e una grattata di noce moscata.

Dalle foglie del porro ricavate delle strisce lunghe e strette e sbollentatele per un paio di minti in acqua bollente salata.
Farcite le crespelle con il composto completando con i carciofi cotti rimasti. Richiudete a fagottino legando il ciuffo con una striscia di porro. Oppure potete chiuderlo a pacchetto quadrato legandolo con il porro come se fosse un nastrino.
Disponete i fagottini in una pirofila leggermente unta di burro. Cospargete di burro a fiocchetti e infornate a 200° per circa 15 minuti. (Non ho messo volutamente la classica spolveratina di formaggio sopra perchè li volevo croccanti ma "puliti", voi però potete anche farlo. Soprattutto se li ripiegate a pacchetto.)




Preparate la crema: stemperate la farina nel burro fuso senza che prenda colore. Unite il latte e la panna dove avrete sciolto lo zafferano. Insaporite con una grattata di noce moscata e portate quasi a bollore mescolando.
Unite il vino bianco, portate a bollore poi fate cuocere a fuoco basso per 3-4 minuti finchè l’alcol non sarà evaporato e la salsa sarà leggermente addensata. Deve velare il cucchiaio.
Aggiustate di sale. Tenete in caldo.

Preparate la guarnizione: pulite e affettate sottilmente anche il carciofo rimasto. Friggetelo in olio di semi finchè è bello croccante. Sgocciolatelo su carta assorbente e tenetelo in caldo.

Preparate il piatto: stendete la salsa nei piatti e disponete uno o due fagottini a seconda che sia un antipasto o un primo piatto. Completate con i carciofi fritti croccanti.
Confesso che quando ce li siamo mangiati abbiamo cosparso i piatti con pecorino grattugiato come se nevicasse. Per le foto non l'ho fatto. mi sembrava che fosse banale o disordinato: errore bisogna sempre seguire la gola! Ma ormai!
 
 
 


 
 
 
 

Naturalmente è d’obbligo accompagnare il piatto con un bicchiere di Trebbiano d’Abruzzo fresco. Ça va sans dire.
 
 
 

NB: Se decidete di preparare le crespelle in anticipo tenetele in frigo nella pirofila coperte con della pellicola, ricordatevi di tirarle fuori un’ora prima così quando le metterete a gratinare anche l’interno avrà la giusta temperatura e non rimarrà troppo freddo.
 
 
 
 
 
Banner_ContestTaste_Xmas02

Con questa ricetta partecipo al contest TasteAbruzzo: it’s Christmas Time

lunedì 8 dicembre 2014

SFOGLIE AL CACAO E TARTUFINI … CON FORMAGGIO ERBORINATO E MIELE.

Buona sera a tutti. Passato bene il lungo week end dell’Immacolata? Io avevo in programma tante cose in questi tre giorni: finire di addobbare albero e Presepe, andare a cercare i regali di Natale per famiglia e amici, sistemare un po’ il blog, fare visita alle mie amiche blogger che non riesco a seguire come vorrei, ma soprattutto cucinare qualche piattino sfizioso in previsione delle feste da postare, avrei dovuto anche iniziare a impastare i pandolci genovesi che ogni anno regalo agli amici (li ho già postati l’anno scorso qui, se vi interessa la ricetta).
Invece ho fatto ben poco di tutto ciò.
Beh, l’albero e il Presepe sono stati fatti, è già qualcosa.

Questo è stato un week end all’insegna della pigrizia, anche perché ha piovuto quasi sempre.
Il tempo ci ha concesso una tregua solo oggi, con una bella giornata di sole. Perfetta per uscire in piazza a curiosare tra le casette del mercatino di Natale.
Ci siamo ritrovati tutti lì, grandi e piccoli, a mangiare zucchero filato e frittelle di mele e a bere cioccolata calda.

Sabato sera c’è stato anche il gemellaggio tra il formaggio Blu d’Aosta e la Raschera d’Alpeggio, con una bella festa con cena a tema nel ristorante dell’Hotel Excelsior di Frabosa, il menù era interamente dedicato a questi due formaggi.

Inoltre domenica abbiamo festeggiato l’anniversario di matrimonio dei miei suoceri e quale modo migliore per farlo se non con una deliziosa cenetta in un bel ristorantino del paese?

Se poi consideriamo che quando arriva mia suocera comincia a preparare ogni sorta di ben di Dio, praticamente non abbiamo fatto altro che mangiare. Credo di aver preso almeno tre chili.
E le feste sono appena iniziate. Aiuto.

Comunque qualcosina ho preparato. Due stuzzichini da accompagnare a un bicchierino di bollicine italiane. Un rosè frizzante, per esempio.
O meglio ancora con un cocktail fresco e leggermente alcolico. Perché gli ingredienti che ho usato non sono facili da accontentare in fato di vini: miele, noci, formaggi erborinati e cacao.
Si perché ho scoperto che il cacao sta benissimo con formaggi tipo il Gorgonzola, o il Blu d’Aosta che ho appena conosciuto e mi ha già conquistata.  

 
 
 
 

SFOGLIATINE DI PHILLO AL CACAO CON ERBORINATO, NOCI E MIELE.
(Questa ricetta è tratta da Sale e Pepe di Marzo 2014 e leggermente modificata.)

2 fogli di pasta phillo,
cacao amaro,
burro,
Blu d’Aosta, Blu del M. Moro oppure Gorgonzola, in ogni caso devono essere molto freschi,
miele di castagno,
gherigli di noci.

Tagliare la pasta in quadrati di circa 8x8cm. Spennellare ogni sfoglia con il burro fuso e sovrapporle a due a due. Disporle sulla placca foderata di carta forno ben spennellata di burro (occorre spennellare anche la carta perché in forno le sfoglie si attaccano).
Spolverare con cacao amaro. Infornare a 200° per 5-8 minuti, devono essere leggermente dorate. Servire le cialde tiepide con una fettina di gorgonzola cremoso o altro formaggio erborinato, completando con una mezza noce sgusciata e un filo di miele.




Variante: invece che col cacao potete spolverare le sfoglie con semi di sesamo.

 


 
 
 
TARTUFINI Di ROBIOLA E BLU D’AOSTA con semi e frutta secca.

300g robiola,
200g Blu d’Aosta fresco,
50ml panna da montare,
semi di sesamo,
semi di papavero,
gherigli di noci tritati grossolanamente,
nocciole spellate tritate,
miele di castagno.

Frullate i formaggi con la panna e un cucchiaino di miele. Mettete la crema in frigo per un’ora. Formate delle palline di circa 3cm di diametro. Rotolatele a piacere nei semi e nelle noci. Disponetele in un piatto e mettete in frigo. Tirate fuori dal frigo appena 30 minuti prima di servirli.
Potete servirli semplicemente su dei pirottini di carta tipo pasticcini. Su piccoli crostini di pane integrale tostato, su cartellette di pasta brisè o sulle foglie di pasta phillo anche al cacao, come quelle sopra. Volendo potete anche completare con una goccia di miele.






Variante: potete sostituire il Blu d’Aosta con della Gorgonzola dolce. Oppure potete prepararli con la Feta o un caprino fresco.

  
 
 

Cocktail rosè al melograno.
Nei calici versare 5cl di succo di melograno freddo, una spruzzata di Cognac unire qualche chicco di melograno e completare con spumante rosè.
Purtroppo non ho foto del cocktail … mi sono dimenticata di farle!

venerdì 5 dicembre 2014

LAMINGTONS … DA UN PAESE BRUCIATO DAL SOLE

Sono ancora in Australia. O almeno vorrei tanto esserci sul serio. Prima di tutto perché li in questo momento è Estate e già questa motivazione da sola basta e avanza.
Ma poi perché l’Australia è ancora un luogo selvaggio e avventuroso. Ancora incontaminato e libero. È la nazione più grande del mondo ed è allo stesso tempo un continente.

Qualche tempo fa ho letto un libro molto divertente su questo incredibile paese: “In un paese bruciato dal sole”. È il diario di viaggio ironico e autoironico che Bill Bryson, giornalista americano, ha scritto mentre attraversava in lungo e in largo tutta la nazione, in auto, treno e anche a piedi.

Bryson fa giustamente notare quanto poco si sappia di questo paese. Quanto poco siamo interessati noi occidentali a quello che succede laggiù. Il libro è stato scritto nel 2000 ma le cose non sono tanto diverse. Dell’Australia in tv non si parla mai.
Forse perché come dice lui “ … l’Australia si comporta bene. È stabile, pacifica. Non ha colpi di stato, non esaurisce le riserve ittiche con una pesca dissennata, non finanzia despoti impresentabili, non produce cocaina in quantità imbarazzanti, non usa la propria influenza in maniera inappropriata …” Forse è così. Mi piace pensarlo.

In Australia la natura si è espressa in modi incredibili, più che nel resto del mondo, a pensarci bene.  Ci sono paesaggi sconfinati, barriere coralline incontaminate, grandi metropoli moderne e luoghi aridi e inospitali. Che in realtà brulicano di vita. Tutto è pieno di vita.
La maggior parte delle piante e degli animali presenti in Australia non si trova in nessun altro posto del mondo. E sono quasi ancora del tutto sconosciuti alla scienza.
Lo sapete che la stragrande maggioranza degli animali più pericolosi in assoluto si trovano li, per esempio i 10 serpenti più velenosi al mondo sono australiani? Per non parlare di ragni e meduse. Beh questo forse non è un incentivo ad andare, in effetti.

Però secondo me un viaggetto agli antipodi ne varrebe comunque la pena. Soprattutto adesso che fa freddo e piove in continuazione. Altro che bianco Natale. Semmai grigio muffa.
Pensate un po’ che bello, per una volta, festeggiare il Natale d’Estate, fare un barbecue sulla spiaggia invece che il pranzo con 35 portate e vin brulè finale. E tombolata (il colpo di grazia).

Per celebrare degnamente questo paese ho pensato di preparare il dolce tipico per eccellenza.
Quello che non manca mai nelle feste di qualsiasi tipo. I Lamingtons.
Sono piccole tortine di pan di spagna ricoperte da una glassa al cioccolato e cocco. Semplici ma golose. Anche questi dolci pare siano dovuti a una svista. Strano come la storia si ripeta in ogni parte del mondo.
Non si sa se è stato proprio Lord Lamington, governatore del Queensland a fine ‘800, a far cadere per errore una di torta nel cioccolato fuso e a coprire l’aspetto poco elegante con il cocco oppure è stato il suo cuoco che ha deciso di servire agli ospiti una torta poco fresca ricoprendola in questo modo. Ma potrebbe anche essere un’invenzione neozelandese.
Comunque da allora ha avuto un successo costante. Tanto che c’è persino un National Lamington Day ogni 21 Luglio. Pare. Almeno così racconta Jamie Oliver. Ma si festeggia Lord Lamington o i dolci? Boh.

Le ricette sul web sono tantissime. Tutte molto simili. Anche perché si tratta di un dolce semplice. Io ho attinto un po’ qua e la.

Con questa ricetta partecipo all’ABC Culinario Mondiale ospitato da Haalo del blog Cook almost anything.

 





 




LAMINGTONS AL COCCO

Dosi per circa 60 dolcetti piccoli

Per la base di pan di spagna (ricetta di J.Oliver con dosi ridotte):
2 uova grandi (io 3 piccole),
100g zucchero,
100g faina 00,
50g burro,
1 cucchiaino di lievito per dolci,
2 cucchiai di latte,
1 pizzico di sale.

Per la glassa al cioccolato:
300g cioccolato fondente,
200g zucchero a velo,
70g burro,
4 cucchiai di acqua tiepida.

Per la farcia (facoltativa, sono ammesse entrambe le versioni):
200g burro o mascarpone,
4 cucchiai di zucchero semolato,
2 cucchiai di panna da montare.

Per completare:
cocco grattugiato.

Preparate la base: montate i tuorli con lo zucchero, unite il latte e la farina setacciata con il lievito. Se l’impasto fosse troppo asciutto unite poco latte.
Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e incorporateli delicatamente al composto.
Versate in una teglia rettangolare di circa 22x30cm ben imburrata.
Livellate il composto che deve essere alto circa 1cm o poco più. In questo modo non si ottiene una torta molto alta. È più un biscuit che un Pan di Spagna.
Infornate a 170° per circa 20-25 minuti, forno statico. La superficie deve essere dorata ma non scura. Fate la prova stecchino.

Togliete dal forno e fate raffreddare completamente. Sformate e tagliate la torta a quadratini di circa 4cm di lato. Io in realtà li ho fatti più piccoli, più o meno 2x3cm, perché poi tra la farcia e la copertura crescono ancora. Volevo dei bocconcini.
Mettete i quadratini di torta in frigo per almeno 1 ora.

Se volete anche la farcia conviene farcire la torta intera, metterla in frigo almeno 2 ore e poi tagliarla a cubetti. La farcia si prepara montando il burro con la panna e lo zucchero fino ad avere una crema soffice. Si spalma la crema su una metà della torta formando uno strato di circa ½ cm. Io preferisco usare il mascarpone, la crema è più morbida.  La farcia comunque non è indispensabile. Però trovo siano molto più buoni con che senza. Provateli in entrambi i modi poi mi dite.





Preparate la glassa:
Grattugiate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria. Mescolate e fuori dal fuoco unite il burro a pezzetti e lo zucchero setacciato. Mescolate con un cucchiaio di legno per eliminare tutti i grumi. Unite l’acqua tiepida, rimettete nel bagnomaria e spegnete il fuoco.
Mantenete la glassa nel bagnomaria caldo in modo che rimanga fluida.
Intingete i cubetti di torta nella glassa ricoprendoli bene. Passateli nel cocco in modo che si attacchi su ogni lato. Adagiate i dolcetti su un vassoio coperto di carta forno e mettete in frigo fino al momento di servire.






Potete preparare una glassa al cacao: Mescolate 400g di zucchero a velo con 70g di cacao amaro. Unire a filo il burro sciolto nel latte caldo. Mescolare bene per non avere grumi. Tenere la glassa al caldo a bagnomaria perché non si asciughi.

Un’ alternativa veloce è quella di usare semplicemente del cioccolato fuso. Le opzioni sono tutte e tre valide.



 




 
 
 

giovedì 4 dicembre 2014

ANZAC COOKIES per l’ABC Culinario Mondiale.

Oggi vado idealmente in Australia insieme agli amici dell’ABC culinario mondiale.
Veniamo ospitati, sempre virtualmente ma non per questo con meno calore, da Haalo del blog  “Cook (almost) anything”.

Si sa che quando si va a trovare gli amici non bisognerebbe mai presentarsi a mani vuote. Soprattutto in questo periodo. Così ho pensato di preparare dei biscotti ai cereali, profumati di miele e burrosi. Ovviamente sono australiani. Gli ANZAC COOKIES.

Questi biscotti prendono il nome dalle forze armate australiane e neozelandesi (ANZAC cioè Australia and New Zeland Army Corps) e pare risalgano alla prima guerra mondiale.
Sembra infatti che fossero i biscotti che le mogli inviavano ai soldati al fronte in Europa, preparati solo con burro zucchero e cereali si mantenevano fragranti a lungo.
Questi biscotti sono diventati un dolce nazionale, prodotti anche a livello industriale.

Si preparano in particolare per l’ANZAC Day, il giorno delle forze armate, il 25 aprile.
Nella ricetta compare il Golden Syrup, uno sciroppo a base di zucchero caramellato denso come il miele. Dato che non si trova facilmente in Italia è possibile sostituirlo con il miele d’acacia ma riducendo un po’ le dosi.

Trovo che questi biscotti siano perfetti anche per il periodo natalizio.
Legati semplicemente con un nastrino o confezionati in una scatolina possono diventare uno splendido augurio per le feste. Potete confezionare questi biscotti insieme a un vasetto di crema al cioccolato, o un cubo di cioccolata da fondere dove “pucciare” i biscotti senza ritegno alcuno.

Se volete potete anche decorarli con della glassa bianca o al cioccolato. Ma trovo siano già perfetti così. Versione nature. Anche se ho trovato ricette in cui mettevano anche dell’uvetta nell’impasto. O mirtilli secchi.

L’unica magagna di questi biscotti è l’uso, in tutte le ricette che ho trovato sul web,  di bicarbonato di sodio invece che il lievito per dolci. Anche in discrete quantità. Subito pensavo di averli confusi, invece dicono proprio “bicarbonate of soda” che non è lo stesso di “baking powder”. Comunque sia il difetto del bicarbonato è di lasciare un retrogusto amaro, anche un po’ metallico. Per evitare ciò, consiglio di usarne molto meno o sostituirlo col comune lievito per dolci.



 
 




ANZAC BISCUITS

Ingredienti per circa 35 biscotti:
85g fiocchi di avena,
85g cocco gattugiato,
100g farina 00,
100g zucchero semolato,
100g burro,
2 cucchiai di acqua calda,
1 cucchiaio di Golden Syrup ( io 1 cucchiaino di miele d’acacia),
1 cucchiaino di lievito per dolci o bicarbonato,
1 bustina di vanillina o estratto di vaniglia.




Mescolate tutti gli ingredienti secchi in una ciotola. Sciogliete il burro, unite il miele e l’acqua calda. Uniteli agli ingredienti secchi e mescolate con un cucchiaio di legno fino ad avere un composto omogeneo ma morbido e untuoso.

Fate delle palline grandi come una noce e disponetele sulla placca coperta da carta forno ben distanziati fra loro. Schiacciatele leggermente. Infornate a 180° per circa 10 minuti, forno già caldo. In cottura le palline si allargano e si appiattiscono.
Tirate fuori la teglia dal forno quando i biscotti sono ben dorati ma non troppo scuri. È normale che appena sfornati siano ancora molli. Non toccateli finchè non sono ben freddi.




Conservateli in una scatola di latta.
Alcune ricette prevedono anche l’aggiunta di uvetta o gocce di cioccolato.






 
Questa ricetta viene da qui: http://www.bbcgoodfood.com





martedì 2 dicembre 2014

CAKE "SENZA" POPS: DOLCETTI AL CIOCCOLATO PER INIZIARE L’AVVENTO!

Ieri è iniziato ufficialmente l’Avvento.
Quindi non ci sono più scuse. Siamo in pieno periodo natalizio e anch’io mi devo adeguare.
Devo essere più buona. Più paziente. Mi devo mordere la lingua e pensare almeno altre 10 volte prima di parlare. Che poi se veramente dicessi tutto quello che penso e proprio quando lo penso …!!

Perché io in realtà sarei anche portata a farmi i fatti miei. Al vivi e lascia vivere.
Sono profondamente convinta che prima di giudicare qualsiasi comportamento o scelta altrui bisognerebbe prima quantomeno essere a conoscenza di tutti i fatti, delle motivazioni e dei presupposti. Visto che non è sempre possibile, anzi quasi mai, ritengo perciò che ci si debba tenere per se le proprie presunzioni di saggezza. Quantomeno evitare di pontificare con tronfia sicumera, esprimendo giudizi a caso. 

Ma io sono ingenua. Vivo nel mondo degli Orsetti del Cuore.
Quindi, ogni volta che mi trovo a dover sentire il sermone di qualcuno che parla come se la sua fosse l’unica verità possibile, mi scatta dentro subito come un senso di fastidio. Un prurito diffuso, come l’orticaria. Perfino se costui potrebbe persino aver un minimo di ragione in qualcuno dei suoi ragionamenti, è proprio il modo che mi urta.  Mi prende subito la sindrome da “avvocato delle cause perse”. Anche perché tentare di ragionare con certa gente è una causa persa. Come lavare la testa all’asino. Direbbe mia nonna.

Prima me ne stavo zitta al mio posto, l’educazione ricevuta da “brava ragazza che non crea problemi, almeno non in pubblico” ha sempre avuto il sopravvento. Mi limitavo a ringhiare sommessamente. Fino alla deflagrazione. Perché ogni tanto anche le brave ragazze fanno casino. Oggi che sono più “matura” invece mi controllo di meno. Tendo a esporre di più le mie opinioni ma con “calma e controllo di nervi”, soprattutto "tanta tanta classe".

Mi sa che più che matura sto diventando acida.
Ma  almeno a Natale bisognerebbe lasciarsi scivolare addosso ogni provocazione, evitare le discussioni. Evitare i giudizi. Però è Natale per tutti. Perdindirindina.

Mi devo raddolcire.
Anche perché ci sono troppe cose da fare. Bisogna pensare ai regali. Ai cenoni. A chi va a pranzo da chi. Perché il problema inviti quando la famiglia è numerosa non è da poco.

Quindi inizio subito a postare una ricettina da pensierino natalizio.
Facile e veloce. Che possono fare anche i bambini. Che risolve il pensierino dell’ultimo minuto se siete capaci di confezionarla in maniera chic. Basta veramente poco: un piattino o vassoietto dorato o a tema natalizio, un foglio di carta trasparente per alimenti, un bel nastro e una Stella di Natale di stoffa, o un ramo di pungitopo.

Sono i cake pops. Piccoli dolcetti fatti recuperando una torta avanzata (ma non rafferma, al massimo di un giorno o due). Ma si possono fare anche preparando appositamente una base tipo pan di spagna o biscuit, che tra l’altro è velocissimo da fare.

 




 
CAKE POPS (SENZA POP) AL CIOCCOLATO E NUTELLA.

Ingredienti:
300g circa di pasta biscuit al cioccolato (va bene qualsiasi torta asciutta al cioccolato di un paio di giorni al massimo, anche allo yogurt, alle nocciole, pan di spagna o margherita al cacao, muffins, basta che non siano già farcite con creme e glasse)
Crema spalmabile al cioccolato, tipo nutella (va bene anche la confettura alle castagne)
300g cioccolato fondente,
confettini al cioccolato colorati o zuccherini.

Sbriciolate finemente la torta con le mani. Aggiungete la crema spalmabile un cucchiaio alla volta incorporandola con le mani. La quantità dipende da quanto la torta ne assorbe. L’impasto deve essere umido, omogeneo ma piuttosto sodo e compatto
Se vi accorgete che è troppo asciutto e sbricioloso aggiungete ancora crema.
Se invece ne avete messa troppa e l’impasto è molle unite ancora briciole di torta se ne avete, se non ne avete più incorporate biscotti secchi sbriciolati finemente, meglio se al cacao.
Fate delle palline grandi come una noce. Mettetele su un vassoio e fatele riposare in frigo 1 ora almeno, così rimangono belle sode. Potete metterle anche una ventina di  minuti in freezer.

Grattugiate il cioccolato e mettetene 2/3 a sciogliere a bagnomaria, quando il cioccolato è ben sciolto date una mescolata e fuori dal fuoco unite il cioccolato restante. Mescolate per farlo sciogliere tutto. Non rimettete sul fuoco, il coccolato si scioglierà ugualmente.
Questo è un modo molto empirico e casalingo per temperare il cioccolato, così quando si solidificherà nuovamente rimarrà ben lucido e setoso.
Mantenetelo nel bagnomaria caldo ma non bollente.

Immergete le palline di torta nel cioccolato fuso, aiutatevi con due palettine o forchettine. Fatele ricoprire bene di cioccolato, lasciatele sgocciolare due secondi e adagiatele su un vassoio coperto di carta forno. Spolveratele immediatamente di confettini colorati.
 
 
 

Questo è il metodo più sbrigativo: le palline non rimangono perfettamente tonde perché adagiandole sul vassoio il cioccolato tende a colare leggermente, quindi il fondo rimane piatto.
Però sono carine lo stesso. Sembrano dei tartufini e volendo si possono infilzare sullo stecchino ugualmente una volta fredde. Oppure sistemare nei pirottini di carta.
In questo modo diventano anche piccoli dolcetti da donare agli amici durante le feste.
Magari confezionati in piccoli vassoi natalizi, piattini di plastica dorati, scatoline oppure semplicemente sistemati in sacchettini di carta trasparente (quelli d cioccolatini appunto) legati con un bel fiocco.


 
 
 

Per fare dei veri cake pops con tanto di bastoncino bisogna infilzare le palline di torta ancora nude negli appositi bastoncini da lecca-lecca (o spiedi di legno) e intingerle nel cioccolato fuso una alla volta. Poi, tenendole per il bastoncino, si lascia sgocciolare il cioccolato in eccesso ruotandole lentamente su se stesse (attenzione che tendono a scivolar giù dallo stecco).

Si fanno poi asciugare completamente infilzando gli stecchi su una spugna da fioristi ricoperta di pellicola per alimenti, oppure su un blocco di polistirolo anche questo ricoperto.
In commercio vendono degli appositi piedistalli di plastica o ceramica con tanti buchini dove disporre i cake pops. Qui trovate quelli alla castagna.


 
Con il cioccolato fuso ho fatto dei piccoli tondini sulla carta forno e li ho guarniti con frutta secca e confettini. Una volta freddi si staccano facilmente e si conservano anche a temperatura ambiente. Ma di queste piccole monetine di cioccolato ne riparlerò anche più avanti.

 

Ecco la ricetta della pasta biscotto (biscuit) al cioccolato.

PASTA BISCUIT AL CACAO.
4 uova grandi,
120g zucchero,
60g cacao amaro,
100g fecola o amido di mais,
2 cucchiai di Marsala (facoltativo),
un pizzico di sale.

Montate a crema soffice i tuorli con lo zucchero. Unite la fecola e il cacao setacciati. Incorporate delicatamente gli albumi montati con un pizzico di sale. Versate in una placca (cm 30x30 circa) foderata con carta forno e infornare a 180° per circa 10-15 minuti. Togliete dal forno, fate intiepidire per pochi minuti e capovolgete su un canovaccio pulito con sopra un foglio di carta forno. Spruzzate la carta con poca acqua fredda ed eliminarla.

Se dovete usare il biscuit per fare un rotolo o un tronchetto, arrotolatela stretta ancora calda aiutandovi con la carta forno. Fate raffreddare bene, srotolate e farcite a piacere con una crema, una ganache o della confettura. Arrotolate nuovamente e mettete in frigo per almeno 2 ore perché si compatti.

Il biscuit serve anche come base per le torte semifreddo, per gli zuccotti, per le torte gelato.
Si taglia anche in piccole porzioni per creare tortine o dolcetti.