sabato 3 maggio 2014

BUE GRASSO, ACCIUGHE VELOCI E CONFETTI IN RITARDO…

In questi giorni vado letteralmente di fretta. Mi si stanno accavallando impegni e cose da fare.
A Giugno ci sarà la Prima Comunione del mio cucciolotto e io ho avuto l’idea brillante di preparare le bomboniere da sola. Proprio una bella alzata di ingegno. Come se non ci fossero già abbastanza cose da fare in questi casi.

Tra scegliere qualcosa di carino (e facile da fare) e girare in lungo e in largo per trovare tutto l’occorrente, sono ancora in alto mare.
Anzi in pieno delirio di tulle, nastri e confetti.
Immaginatevi una pazza che si aggira per casa brandendo la pistola della colla a caldo con aria minacciosa. Che parla da sola domandandosi se è meglio il nastro di raso o la rafia. E il belo è che mi rispondo pure!
E manca solo un mese!!

Quindi ho giusto il tempo per postare una ricetta di quelle che piacciono tanto a me: veloce ma gustosa.

E per darvi un’informazione di pubblica utilità: se qualcuno si trova a passare per Carrù domani potrà partecipare a un evento davvero da non perdere “Manzi e buoi dei paesi tuoi!” organizzata dall’associazione “Piacere…Carrù!” ( www.piacerecarru.com ).

Una splendida festa in onore del famoso bue grasso dove ,passeggiando per il paese, si potranno gustare piatti di carne preparati dai migliori ristoranti, ma anche trovare prodotti tipici delle Langhe e territori limitrofi, fiera del bestiame, mostre pittoriche e fotografiche, giochi e attività sportive per i bambini, esibizioni di scuole di ballo e gruppi musicali e molto altro ancora.

Ovviamente una food blogger che si rispetti non dovrebbe perdersi questo evento, anzi dovrebbe proprio partecipare in prima linea e documentare tutto per bene.
Invece io me la perderò sicuramente: proprio domani inizia la serie infinita di tornei di calcio di mio figlio e onestamente non posso certo non esserci.

Io vi giro l’invito. Poi raccontatemi voi come è andata.

Buona domenica a tutti!


 


 

BUCATINI CON ALICI E POMODORINI.

Ingredienti per 3 persone:
210g bucatini,
20 acciughe fresche,
15 pomodorini datterini,
2 acciughe sotto sale,
1 spicchio d’aglio,
2 cucchiai di concentrato di pomodoro,
3 cucchiai d’olio,
½ bicchiere scarso di vino bianco,
origano,
sale.

Eviscerare e lavare bene le acciughe fresche.
Lavare i pomodorini e tagliarli a metà, salarli leggermente e farli sgocciolare.
Buttare la pasta nell’acqua salata in ebollizione, ne  frattempo preparare il sugo.
Rosolare l’aglio in padella con l’olio d’oliva e le acciughe sott’olio sgocciolate.
Unire le acciughe fresche e bagnare con il vino bianco. Cuocere a fuoco vivo 2 minuti.
Stemperare il concentrato di pomodoro e unire i pomodorini. Far saltare 2 minuti.
Scolare i bucatini al dente e farli saltare nella padella col condimento con 1-2 cucchiai di acqua di cottura. Spolverare con origano e completare con un filo d’olio crudo.


 
 
 

lunedì 28 aprile 2014

UN MAZUREK PER QUATTRO PONTEFICI

Ieri la Chiesa Cattolica Romana ha celebrato una giornata storica: la Canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II.
Due grandi Papi, ma soprattutto due grandi uomini, sia sotto il profilo ecclesiastico e spirituale, sia sotto il profilo politico e diplomatico.

Entrambi hanno attraversato periodi storici che hanno cambiato il mondo, che hanno fatto la storia del mondo intero, non solamente per il popolo cattolico.
La crisi di Cuba con il rischio di una terza guerra mondiale, la guerra fredda e la sua lenta ma progressiva fine, l’apertura della Chiesa con il Concilio Vaticano II, soprattutto il riavvicinamento con le chiese d’Oriente, questo in breve per quanto riguarda Papa Roncalli.
Giovanni Paolo II ha vissuto la Caduta del muro di Berlino e di tanti regimi totalitari, ma anche lo scoppio di nuove terribili guerre, in Asia, in Africa, nei Balcani e più recentemente in medio Oriente, che hanno sconvolto il mondo.

Di Papa Giovanni XXIII so solo quello che ho letto, che ho sentito raccontare da genitori e nonni e che ho visto nel film biografico. Per cui non lo sento vicino, non come Papa Wojtyla che invece mi ha accompagnato fin dall’infanzia.
È salito al Soglio Pontificio nel 1978, quando io avevo solo 3 anni. Per me IL Papa è lui.
Certo anche l’attuale Pontefice ha senz’altro un carisma e una simpatia molto forti.
Ma Giovanni Paolo II rimarrà sempre nel cuore di tutti, soprattutto di quelli della mia generazione. Perché è stato il Papa della famiglia ma soprattutto dei giovani.
Il Papa dei viaggi pastorali in tutto il mondo, della testimonianza.

È stato il primo Pontefice che ha trovato il coraggio di schierarsi apertamente e con veemenza contro le mafie e il terrorismo, tanto che ne ha subito le ritorsioni. Quello che per primo ha chiesto scusa al popolo ebraico per l’Olocausto.
Certamente il suo lavoro di apertura della Chiesa è stato inesorabilmente rallentato e ostacolato dalla sua malattia, che lo ha indebolito ma non fermato. Però ha gettato i semi giusti.
Mi piace pensare che l’attuale Pontefice, Papa Francesco, stia riprendendo il suo cammino, stia facendo crescere quei semi e rinnovando una Chiesa che stava ripiegandosi su se stessa, avvelenata da giochi di potere, denaro e brutture indicibili.

Io sono cattolica, ma piuttosto incostante e forse tiepidina, ammetto la mia pochezza dovuta al mio forte spirito critico, comunque questo giorno particolare non poteva non coinvolgermi.
Anche solo per il momento storico che rappresenta. Due grandi Papi del passato canonizzati da due Pontefici viventi, uno in carica e uno emerito.

Visto che io mi occupo più prosaicamente di cucina e che ogni giorno di festa richiede una pietanza ad hoc per celebrarlo degnamente, ho pensato di preparare anch’io qualcosa di speciale per l’occasione.
Festa è sinonimo di dolce, ovviamente, e io sono andata a cercare un dolce della tradizione polacca anche in onore di Papa Giovanni Paolo II, ora santo.

Si tratta del Mazurek , un dolce per lo più pasquale, ma che si trova un po’ in tutto l’anno.
La ricetta viene da questo sito www.cucinapolacca.com/ricette.htlm , che ne riporta anche altre versioni.
Si tratta di una crostata farcita con gelatine di frutta, cioccolato o creme. La ricetta che ho preparato io prevede una farcia a base di mandorle  uova e zucchero, una sorta di crema frangipane.

Vi segnalo anche questo blog “ saporidallapolonia.blogspot.it “ di Edy, una ragazza polacca che vive in Italia e che posta splendide ricette del suo paese. Proprio in occasione di Pasqua ha postato il suo Mazurek con gli agrumi. Buonissimo. Spero che il mio ne sia degno.

 


 





MAZUREK Z MASA MIGDALOWA.

Per la frolla (ciasto kruche).
300g farina,
200g burro (io ne ho messo solo 160g),
100g zucchero a velo,
2 tuorli,
2 cucchiai panna,
sale.

Per la farcia:
200g mandorle
2 uova,
200g zucchero a velo,
succo di 1 limone e scorza grattugiata.

Impastare la farina e lo zucchero con il burro morbido, la panna e un pizzico di sale. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e mettere in frigo per mezz’ora.
Nel frattempo tritare finemente le mandorle con il mixer e mescolarle con lo zucchero, le uova, il succo e la scorza del limone.
Stendere la pasta in una sfoglia alta ½ cm e foderare una tortiera tonda o quadrata. Bucherellare la superficie e infornare a 180° per 10 minuti.
Far raffreddare e versarvi dentro la farcia. Infornare a 160° per circa 20-30 minuti.

 




Io ho creato un cordoncino di frolla che ho messo intorno alla torta dopo aver versato la crema. L’ho fatta cuocere però circa 45 minuti finchè la crema è diventata un po’ consistente e la superficie si è dorata bene.
Ho voluto creare anche delle decorazioni con la frolla avanzata, delle campane a festa. Le ho cotte da parte perché avevo timore che sprofondassero nella crema.
Prima di infornarle le ho messe 10 minuti in frigo.
Poi in forno a 180° per 10 minuti … solo che … mi sono distratta un attimo … solo un secondo … ok, forse un paio … e mi si sono bruciacchiate un po’ nei bordi, solo un po' eh!







 

giovedì 24 aprile 2014

ARROSTO VELOCE E INTERNET A PEDALI!

Ciao a tutti.
Sono sempre nel “Triangolo delle Bermuda”, dove nessun operatore di telefonia ha il coraggio di venire a mettere un ripetitore decente!
Li ho già provati tutti, ora forse ne ho trovato uno che funziona, a pedali, ma funziona.

Però ci si è messo il tablet a fare i capricci. Sembra non gli vadano molto a genio i blog, compreso il mio … Blogger in generale insomma.
Guarda caso, quando mio figlio traffica con i suoi giochini funziona benissimo!!
Mi hanno detto che devo controllare le impostazioni … e cioè???

Io ho bisogno di cose semplici e rapide!
Si accende, si naviga, si commenta e si spegne. Bon.
Invece mentre sei li che cerchi di mandare un commento a un’amica … si inchioda per minuti interminabili … la pagina non risponde più … oppure sparisce proprio tutto e via, finito di soffrire!

Avrei già fatto volare tutto nel fiume qui vicino se non fosse per la mia coscienza ecologica che me lo vieta!

Uffa! Sono una food blogger promettente boicottata dalla tecnologia!!!
Promettente …

In realtà non è che se ne accorga poi sto gran numero di persone se sto un po’ senza postare.
Vabbè, pochi … ma buoni!!

Ogni volta che apro il blog e trovo un lettore in più per me è una gioia.
Ogni commento che mi lasciate ai post mi fa un enorme piacere.
Per questo ringrazio tutte le nuove amiche che mi vengono a trovare spesso. La mia porta è sempre aperta … anche nel Triangolo delle Bermuda!

Mentre me ne sto qui a litigare col computer, tablet e quant’altro, vi lascio una ricetta di quelle che piacciono a me: semplice, veloce, di sicura riuscita e da porca figura.
Una delle mie solite insomma.

Chi mi segue da un po’ ormai mi conosce: “massimo risultato col minimo sforzo!”
Me lo ricamerò sul grembiule!

 

 

FILETTO DI MAIALE AGLI ASPARAGI.

Ingredienti:
1 filetto di maiale intero (circa 700g),
2-3 fette di prosciutto cotto (ma anche mortadella o crudo stanno bene),
10 asparagi,
2 cucchiai parmigiano grattugiato grosso,
1 rametto di timo,
1 foglia di alloro,
1 rametto di rosmarino,
½ bicchiere di vino bianco (io Cortese)
olio extra vergine d’oliva,
sale,
4 patate medie.

Ho pelato le patate e le ho tagliate a spicchi o cubetti, non troppo piccoli.

Ho lavato e pulito gli asparagi, togliendo la parte terminale dura e le foglioline sul gambo,
Li ho legati con uno spago da cucina e li ho lessati nell’asparagera con acqua leggermente salata. Se non avete l’asparagera potete metterli in una pentola alta e stretta tipo il bollitore del latte, in modo che rimangano in piedi con le punte fuori dall’acqua, così non si ammosciano.
Ma anche semplicemente il cestello per la cottura a vapore  va bene lo stesso.
Li ho scolati e tenuti da parte.

Ho aperto a libro il filetto: ho inciso col coltello da un lato lungo a circa 1/3 dello spessore della carne, senza arrivare fino in fondo. Poi sono tornata indietro con un’altra incisione più in basso sempre senza tagliare fino in fondo. In questo modo ho ottenuto una fetta larga.
Ho ricoperto la fetta con le foglioline del timo, le fette di prosciutto, il formaggio grattugiato con la grattugia a fori larghi e infine ho sistemato gli asparagi.





Ho richiuso il filetto compattandolo bene e l’ho legato con lo spago da cucina.




L’ho rosolato per qualche minuto in un tegame antiaderente con pochissimo olio, 2 cucchiai, finche non si è ben colorito da tutti i lati.
Ho sfumato con il vino bianco leggermente intiepidito. Ho unito l’alloro, il rosmarino, le patate, ho salto leggermente e ho infornato a 180° per circa 25-30 minuti. Ogni tanto girate le patate con una paletta di legno.
Se si asciuga troppo unite pochissimo vino.



Una volta cotto l’ho avvolto in un foglio di alluminio e l’ho lasciato riposare per 10 minuti.
Nel frattempo ho passato le patate sotto il grill per farle gratinare.

Anziché in forno si possono cuocere le patate semplicemente in una padella antiaderente con un cucchiaio di olio e una nocina di burro.
 
 
 
 

Questo arrosto è buonissimo anche freddo, con una bella insalata o dei pomodori. Quindi si può preparare tranquillamente la sera prima e affettare all’ultimo.



Si possono variare gli ingredienti della farcitura a seconda della stagione e reperibilità. Si può usare un vino diverso, un Passito o un Marsala, per esempio. Si possono sostituire le erbe aromatiche. Per esempio al posto del timo in questo caso ci sarebbe stata benissimo l’erba cipollina. Per il resto il procedimento è lo stesso.

Qui di seguito vi do qualche idea:

Variante 1 : speck, prugne e Raschera d’alpeggio.

Variante 2: prosciutto cotto, funghi e parmigiano.

Variante 3: pomodori secchi, olive (snocciolate), origano e provola.

Variante 4: prosciutto crudo, fichi secchi e formaggio erborinato a pasta compatta (tipo il Blu del Monte Moro di vacca).

BUON 25 APRILE A TUTTI!!!!

martedì 22 aprile 2014

SAVONA, BELGIO O TRIANGOLO DELLE BERMUDA?

Come avete trascorso la Pasqua? Io sotto la pioggia e al freddo!
Sono venuta in Liguria, nella mia casetta in campagna, a trascorrere le feste con genitori, nonni, zii e cugini vari.
A Pasqua ci siamo ritrovati tutti al ristorante, siamo ormai una famiglia molto allargata e questi pranzi stanno diventando improponibili da gestire. Anche se tutte le donne di casa si dividono i compiti diventa difficoltoso trovare una casa che ci contenga tutti, a meno di dividerci. Così questa volta abbiamo tagliato la testa al toro e siamo andati tutti al ristorante.
Siamo stati in un posto carino sulle alture di Savona, specializzato in pesce.

Dato il cattivo tempo, a Pasquetta è saltato qualsiasi progetto di scampagnata sui prati o meglio ancora in riva al mare. La pioggia  ci ha concesso giusto una tregua per una passeggiata pomeridiana sul lungomare di Varazze in compagnia di amici.
Insomma, sono state giornate all’insegna della pigrizia casalinga.

Quello che mi sta tenendo lontana dal blog però non è un improvviso allontanamento dai fornelli, anzi, proprio questi giorni di festa danno ancora più occasioni per scatenarsi in cucina.
Il fatto è che come al solito quando vengo qui non c’è verso di poter avere una connessione internet decente. È come essere al centro del triangolo delle Bermuda.
Quindi non riesco a postare e nemmeno a seguire altri blog.
Oggi sono riuscita perché ho chiesto asilo politico ad amici.
Questa ricetta infatti avrebbe dovuto essere postata prima di Pasqua. Perché si tratta di un dolce che può benissimo figurare sulla tavola di festa, soprattutto per colazione o merenda.

È una ricetta tipica del Belgio, la tappa in corso dell’ ABC culinario europeo, ospitata da Martissima .
 
 
 
 
Si tratta del Gateau de Verviers, un pan brioche soffice, con zuccherini croccanti all’interno che viene prodotto in occasione delle festività.
Questo pan brioche viene prodotto da molti secoli in tutto il Belgio e nel nord della Francia, col nome di Craquelin che pare derivi dall’olandese “krakeling”, che significa sostanzialmente “scrocchiare sotto i denti”. Infatti la particolarità di questo dolce è la presenza all’interno della pasta soffice di piccoli zuccherini che rimangono croccanti e molto gustosi.
Nel XIV secolo questi pani venivano confezionati per celebrare la fine dell’inverno nella regione di Grammont nelle Fiandre orientali.
Oggi si preparano un po’ in tutto l’anno ma soprattutto in occasione delle feste di S.Nicola; Pasqua, Natale e Epifania. Possono avere forme le più disparate: rotondi e piatti, allungati, a treccia e anche tipo pane in cassetta.

A Verviers, cittadina del Belgio, nella Vallonia, questo pan brioche (che in lingua vallone si chiama anche “Mitcho”) ha in genere una forma rotonda e piatta, con un taglio a croce sulla superficie dal quale si intravedono gli zuccherini.
Inoltre può essere anche arricchito da uvetta, o mandorle a lamelle.

Proprio questi zuccherini però sono la caratteristica principale del Craquelin, e del Gateau de Verviers in particolare. Si tratta più precisamente dello “sucre perlè”, zucchero bianco confezionato in piccole perle compatte che non si sciolgono del tutto col calore ma rimangono croccanti, appunto, sotto ai denti.
Qui in Italia è difficilissimo trovarlo. Non si deve confondere con il nostro zucchero in granella che è molto più piccolo e poi si scioglie facilmente.

Io non potevo certo arrendermi di fronte a questa “insignificante” difficoltà, vi pare?
Così mi sono messa in cerca di una soluzione.
In alcuni siti francesi e belgi consigliano di sostituirlo con le zollette di zucchero spezzettate grossolanamente col coltello. Benissimo, ho provato subito.
La soluzione in realtà non è stata del tutto soddisfacente perché credo di aver triturato troppo le zollette e si sono sciolte in gran parte. Ma qualcuna scrocchierella è rimasta e devo dire che rende il pane molto più buono, altrimenti avrebbe un sapore un po’ neutro.

Nel frattempo mi è venuta in mente un’altra idea: perché non usare le ginevrine, ossia quei confettini di zucchero che piacciono molto ai bambini? Certo sono quasi sempre colorate ma utilizzando solo quelle bianche … ma  magari anche quelle colorate non ci starebbero male.
Quasi quasi ci riprovo.

Intanto vi do la ricetta di questo dolce.
Come al solito ne ho trovate diverse sul web. Da non sapere quale scegliere.
Però anche stavolta mi sono affidata a questo sito  http://www.sucreriesbelges.com/recette-le-gateau-de-verviers/ .
Anche perché riporta la versione di Gaston Clement, tratta da suo libro “Douceurs flamandes et wallones” del 1879. Niente meno che il cuoco di corte dei Re Leopoldo II e Alberto I  e autore di numerosi testi di gastronomia.
Chi sono io per mettere in dubbio la veridicità della ricetta?
Nessuno. Quindi via di impasto.
Monsieur le chef patissier mi perdonerà se non ho trovato le sucre perlè ?!
Si, dai.

 

 






LE GATEAU DE VERVIERS. (ricetta di Gaston Clement)

Ingredienti per circa 2-3 dolci:
500g di farina 00,
2 uova,
100g burro,
3dl latte,
25g lievito di birra,
½ cucchiaino di zucchero semolato (io ½ cucchiaio perché ho sbagliato a leggere la ricetta),
½ cucchiaino di sale,
1 pizzico di cannella o vaniglia in polvere,
100g di zucchero in perle (io zollette di zucchero)

NB: nella ricetta originale le dosi sono esattamente raddoppiate e con queste dosi si possono fare anche 6 dolci. (Io ho fatto solo qualche piccola modifica nel procedimento: ho leggermente allungato i tempi di lievitazione che mi sembravano cortini)

Sciogliete il lievito in poco latte tiepido con lo zucchero. (Io ho fatto riposare per 10 minuti perché si formi la schiumetta).
Mescolate la farina con il sale. Unite al centro il burro morbido, le uova leggermente sbattute, il lievito sciolto, il latte tiepido rimanente e a piacere un pizzico di cannella o vaniglia . Impastate energicamente e  formate una pasta liscia ed omogenea. Fate riposare 1/2 ora (io anche due ore) coperto con uno strofinaccio pulito.
Incorporate lo zucchero in perle. Io non avendolo trovato ho sbriciolato grossolanamente delle zollette di zucchero col coltello, poi le ho incorporate all’impasto.
Dividete l’impasto in 2-3 parti uguali, date la forma rotonda come delle pagnotte un po’ piatte e disponetele su delle placche da forno imburrate o coperte con carta forno.
Fate lievitare 30 minuti ( io 1 ora) coperte con lo strofinaccio, spennellatele con un rosso d’uovo sbattuto (facoltativo) e infornate a 200° per circa 45 minuti.

 

Per formare il Gateau de Verviers io ho usato un procedimento che ho trovato in un altro sito (marmiton.org/recettes/recette_craquelins-belgique): ho tolto una piccola porzione di impasto di circa 150-200g e l’ho messa da parte.
Ho incorporato le zollette al resto. Ho preso una parte di questo impasto, meno della metà, e ho formato una pagnotta tonda e leggermente piatta.
Ho steso l’impasto senza zucchero, tenuto da parte, in una sfoglia sottile e con questa ho avvolto la pagnottella. L’ho messa sulla placca foderata di carta forno e ho fatto una profonda incisione a croce.
Con il resto dell’impasto zuccherato ho creato una semplice treccia che ho sistemato sulla placca.
Ho fatto lievitare un’ora coperto con uno strofinaccio umido.

 
 
 
 
 


Ho spennellato con poco latte e spolverato con dello zucchero semolato (non avevo la granella).
Ho infornato a 200° nella parte bassa del forno per 5 minuti, poi ho abbassato a 170° e spostato la placca nella parte media del forno. Ho cotto ancora 45 minuti.
In questo modo l’impasto si è lievitato ancora nel forno ed ha cotto pian piano anche all’interno.
Una volta cotto ho lasciato raffreddare coperto con uno strofinaccio.

Il pane tondo si è gonfiato moltissimo in forno perdendo completamente la forma a croce, sembrava quasi una pagnotta rustica con la crosta un po’ croccante. Ma dentro la mollica era molto soffice.

 
 
 
 
 
Anche la treccia si è gonfiata molto e non avendo la sfoglia esterna che la racchiudeva lo zucchero è un po’ fuoriuscito da sotto caramellando leggermente la pasta, ma forse il gusto ci ha guadagnato.


 

L’impasto in realtà è piuttosto neutro come sapore. La parte dolce è data dalle zollette che non dovrebbero sciogliersi del tutto ma rimanere croccantino sotto i denti.
In realtà le zollette si sciolgono quasi del tutto. Probabilmente le ho tritate troppo.
Certamente se avessi usato il vero sucre perlè sarebbe stato meglio.
La prossima volta proverò con le ginevrine.
Come ho detto prima non sono del tutto soddisfatta della crosta ruvida e croccante, un pan brioche dovrebbe averla più liscia e soffice. Ma la sofficità della mollica compensava.
Devo rivedere forse la tecnica di cottura, la glassatura, ecc. Ma di questo ne riparlerò un’altra volta. Intanto se qualcuno avesse dei suggerimenti…!!!


 


Ma poi con una piccola aggiunta di zucchero nell’impasto( piccola) e gocce di cioccolato al posto del fatidico sucre perlè questo pan brioche sarebbe perfetto per una colazione golosa … e per  riciclare le uova di Pasqua!!!
 
 
 
 
 

mercoledì 16 aprile 2014

DAL BELGIO GLI SPECULOOS…ANCHE A PASQUA!

 
Ancora biscotti.
Questi arrivano direttamente dal Belgio. Hanno un nome particolare SPECULOOS o Speculaas per dirla alla fiamminga.
In realtà avrei sbagliato periodo perché questi dolcetti sono tipici del periodo invernale, in particolare per la festa di S. Nicola, il 6 dicembre.
Ma anche a Pasqua hanno il loro perché. Sono davvero buoni.
Anche se non sono sicura che mi siano venuti esattamente com avrebbero dovuto essere.

Ma andiamo con ordine.
Dopo un lungo periodo di assenza finalmente ho potuto unirmi nuovamente al carrozzone dell’ABC culinario europeo che questa volta è guidato da Marta del  blog "Mangiare è un po' come viaggiare" e  che ci porta in Belgio.

Della gastronomia belga conosco poche cose, a parte la birra e il cioccolato: l’indivia gratinata, le zuppe di verdure e di pesce e la carbonnade, ossia un delizioso spezzatino di carne ( che è una spiegazione spiccia, ma tanto per capirci).

Girovagando sul web per cercare qualche ricetta, continuavo ad imbattermi in questi biscotti, croccanti e friabili, molto speziati.
Ogni volta una ricetta diversa e naturalmente ogni volta era LA ricetta ORIGINALE, senza il minimo dubbio.

Le ricette in realtà erano tutte diversissime fra loro, in alcune compariva l’uovo, in altre anche il latte o la panna. La quantità di burro varia da meno della metà della farina a quasi lo stesso peso. Idem per lo zucchero.

Che poi non è zucchero semplice ma si tratta della Cassonade, ossia zucchero di barbabietola non raffinato, quindi scuro, con un vago sapore di rhum (pare), che però qui è difficilissimo da trovare. Molti lo sostituiscono con lo zucchero di canna, ma dicono non sia la stessa cosa perché non ha lo stesso sentore caramellato.
Qualcuno mischia lo zucchero di canna a poca melassa o miele (anche per sostituire il brown sugar americano, altro introvabile), per avere un sapore più marcato. Io ho optato per questa soluzione. Non so se ho raggiunto lo scopo ma il sapore dei biscotti mi sembra non ne abbia sofferto.

Le ricette discordavano anche sulla cottura: da pochi minuti a forno ben caldo fino a 20 minuti a calore moderato.

L’unico punto in comune sembravano essere le spezie: cannella, chiodi di garofano, zenzero e noce moscata, poi compare l’anice ma a volte il cardamomo … boh!

Ma la cosa che mi ha un po’ perplessa è stata il tempo di riposo della pasta: 12 ore in frigo, neanche fosse un pane. Ma perché? Ma anche su questo punto ci sono pareri discordanti.

Insomma, mi sono sentita un tantino confusa.

Alla fine mi sono affidata a questo sito: www.sucreriebelges.com , già dal nome mi sembrava autorevole in materia. La ricetta è di uno  chef italo- alsaziano, Sergio Moschini. Pare mollto famoso in Belgio e in Francia. Approfondirò meglio. Comunque in questo sito c'è un suo video, mentre prepara i biscotti, molto esplicativo.

Ecco quindi i miei speculoos. Buona Pasqua!
 
 





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SPECULOOS: BISCOTTI SPEZIATI DEL BELGIO.

Ingredienti per circa 30 biscotti:

350g farina 00,
250g cassonade (io 200g zucchero di canna + 1 cucchiaio scarso di miele di castagno*),
200g burro morbido,
5g di bicarbonato,
cannella a piacere,
1 cucchiaio (???) di 4 spezie: noce moscata, zenzero, chiodi di garofano in polvere, anice.

Ho mescolato le spezie con il bicarbonato e la farina. Non ho messo l’anice perché non l’avevo, ho anche diminuito un po’ le dosi delle spezie perché mi sembravano troppe, in altri siti si parlava di cucchiaino da caffè non di cucchiaio, probabilmente va a gusti. 

Ho mischiato lo zucchero con il miele e il burro, per ottenere una crema omogenea. 
Ho unito la farina e  ho impastato velocemente. L’impasto deve essere omogeneo e morbido. non dovrebbe servire aggiungere acqua o farina.

Ho avvolto nella pellicola e ho messo in frigo a riposare.
Io li ho lasciati in frigo circa 2 ore, mi sembrava un tempo ragionevole.

Ho steso la pasta allo spessore di circa ½ cm, anche meno, e ho ritagliato i biscotti con un taglia pasta rettangolare.
Si possono fare delle palline che in cottura si abbassano, come per gli amaretti.
Ho disposto i biscotti sulla placca foderata di carta forno.
Ho infornato a 180° per circa 10 minuti.





Sulle prime non mi sembravano venuti benissimo: in forno si allargavano perdendo un po’ la forma e tirandoli fuori sembravano ancora molli. Però non fatevi fregare perché raffreddandosi poi diventano croccanti, quindi non lasciateli troppo in forno.
Si sformano meno se dopo averli ritagliati, si mettono i biscotti in frigo per 10-15 minuti prima di infornarli.
Una volta ben freddi si conservano in una scatola a chiusura ermetica.

Varianti che ho trovato in giro: a quest’impasto si può aggiungere 1 uovo e 30-35 ml di latte intero o panna, cardamomo in bacche pestato e pepe nero. Ma pare che queste aggiunte non siano del tutto tollerate dai tradizionalisti.




 







 
 
 
 
 
 
 
 
 

martedì 15 aprile 2014

UN DOLCE PASSATEMPO

Il tempo oggi era  pessimo: tutto grigio, plumbeo e umidiccio, l'aria si è pure rinfrescata.Solo ieri sembrava già estate.
Infatti ho iniziato a fare il cambio degli armadi, ma sono ancora nella fase intermedia in cui non si può ancora mettere via del tutto la roba invernale però occorre far posto già a qualcosa di leggero. Un delirio.

Mio figlio oggi pomeriggio non aveva impegni. Tra calcio, catechismo e musica ha sempre i pomeriggi impegnati, senza contare che ogni anno la mole di compiti e di pagine da studiare aumenta. A volte fatico anche io a stare dietro a tutto, ma finchè lui si diverte e non trascura la scuola lo lascio fare. Quando vedrò che qualcosa sta diventando un peso allora lo farò rallentare.

Oggi invece ha fatto presto a finire i compiti e poi non sapeva cosa fare. Di tutti i giochi che ha in cameretta non ce n’era uno che gli andasse bene. Il problema è che ormai ne hanno troppi e non hanno più fantasia per inventarsi qualcosa. Di uscire in piazzetta a giocare con gli amici non se ne parlava.
Ad ogni modo si aggirava sbuffando per la casa. Ha guardato un po’ a tv ma non voglio che rimanga troppo seduto li davanti.

Così per tenerlo impegnato ho deciso di preparare dei biscotti, così ho anche trovato il modo per utilizzare il marzapane che era in scadenza.
L’ho comprato tempo fa perché volevo utilizzarlo per decorare una torta, ma non l’ho fatto, così è rimasto li in dispensa e oggi ho notato che tra pochi giorni sarebbe scaduto.
Di certo non avevo tempo e voglia di creare decorazioni artistiche, inoltre l’imminente scadenza mi suggeriva di non utilizzarlo a crudo.

Così ci siamo messi a far biscotti.

Il mio piccolo aiutante ha pensato a frullare gli ingredienti nel mixer e a formare i biscotti. Prima con la pistola spara biscotti. Ma se l’impasto non ha la consistenza giusta non vengono bene, e non è così semplice azzeccare la consistenza giusta. Così siamo passati a formare i dolcetti a mano.

Almeno per un’ora è stato impegnatissimo e molto contento. Domani potrà portarsi una bella merenda a scuola, che bella soddisfazione poter dire a tutti che è stato lui a prepararle.

Inoltre questi biscotti sono perfetti come piccolo dono per la Pasqua, da regalare a parenti e amici invece dei soliti cioccolatini.

 
 
 
 
 
 
 
 

BISCOTTI DI PASTA DI MANDORLE E CIOCCOLATO.

Ingredienti:
250g pasta di mandorle,
1 uovo,
125g burro,
250g farina,
50g zucchero,
gocce di cioccolato.

Tagliate a dadini piccoli la pasta di mandorle, frullatela nel mixer con il burro morbido e l’uovo.
Unite la farina, il lievito e lo zucchero. Frullate gli ingredienti finchè non iniziano ad amalgamarsi.
Lavorate velocemente l’impasto con le mani sul piano di lavoro incorporando 2 o 3 cucchiai di gocce di cioccolato,poi avvolgetelo nella pellicola e mettete l’impasto in frigo per mezz’ora.








Formate delle palline e schiacciatele leggermente sulla placca coperta di carta forno inumidita. Se si utilizza la pistola spara biscotti è meglio non incorporare le gocce di cioccolato, ma aggiungerle sulla superficie.
 
 
 
 
 

Cuocere a 170° per 10 minuti circa.