mercoledì 26 marzo 2014

BAMBINI … MERENDA!!!

La ricetta che vi propongo oggi è molto facile e veloce.
È una merenda golosa per i bambini, adatta anche da portare a scuola.

Infatti mi sono fatta aiutare da mio figlio che ha subito preteso di postarla nelle “sue piccole ricette”.
Veramente era da un po’ che mi chiedeva di preparare qualcosa con lui.
Ultimamente non abbiamo avuto molto tempo per stare insieme. Ora che la stagione sciistica è conclusa, almeno dalle mie parti, e sono di nuovo una semplice mamma, posso dedicarmi un po’ di più a cucinare con il mio bambino.

Inoltre non vedeva l’ora di provare gli stampini nuovi di silicone che mia suocera mi ha regalato per il mio compleanno. Praticamente ha svaligiato un negozio di casalinghi.
Praticamente è istigazione !!!
Ha trovato anche un set completo per il cake design, con utensili che devo ancora capire come si usano.
Ma datemi tempo!

Intanto ho cercato di capire come si usano questi stampi di silicone.
Lo confesso, non li avevo mai provati. In realtà li ho sempre guardati con un pizzico di diffidenza: cuocere in forno dentro a questi contenitori gommosi non mi ispirava un granchè. Sebbene cuochi e pasticceri famosi (Montersino in testa) ormai li usino quotidianamente.
Avevo un sacco di dubbi: si devono imburrare o no? Si devono disporre sulla placca del forno o sulla griglia?

Sono andata a curiosare nei siti dei produttori di questi stampi e ho scoperto che sebbene non occorra imburrarli, qualcuno consiglia di farlo almeno nei primi utilizzi. Boh!
Perché solo nei primi utilizzi? O sempre o mai.
Tanto si lavano ogni volta col detersivo, non è che rimangono impregnati di burro, o forse si?! Come il testo di rame della farinata che rimane sempre unto, ma quello però non si lava col detersivo … io nel dubbio li ho imburrati, solo un velo.

Li ho disposti sulla griglia del forno, fredda, come da istruzioni.
Ma con i pirottini monoporzione  singoli si deve stare molto attenti perché si rischia il ribaltamento mentre si trasportano in forno.
Inoltre i pirottini singoli tendono ad allargarsi quando l’impasto cuoce e si gonfia, perdendo un po’ la forma che dovrebbero dargli: avrei dovuto avere tortine a forma di stella, cuore, fiore … qualcuna era un po’ futurista!!
E bisogna fare attenzione a non riempirli troppo, 2/3 anche meno, perché il ,pirottino si allarga un po’ e l’impasto esce, colando di sotto.
Però devo dire che poi si sformano bene.

Non così gli stampini multipli, dove ci sono 6-8 formine attaccate insieme: sarà perché le mie erano tipo mini-budino, con il pezzo per creare il foro centrale, ma ho dovuto fare molta attenzione quando ho tolto le tortine.
Comunque come prima volta non è andata male, devo prenderci solo un po’ la mano.

Tornando alla mia ricetta. È di una semplicità imbarazzante. Ed è anche molto veloce da fare: si sbatte tutto con la frusta elettrica e via in forno.

Sono ottime e sane merendine casalinghe. Ma risolvono anche un fine cena: basta accompagnarle con una salsa o una crema a piacere, un ciuffo di panna montata e magari con qualche ghirigoro di caramello che fa tanto chic e il dessert è servito!

Naturalmente se non avete gli stampini di silicone o lo stampo da muffin o i pirottini di carta forno da cup cakes … si possono fare benissimo lo stesso con i semplici e banali (ma sempre fedeli) pirottini di alluminio usa e getta!

 

 

 






 

TORTINE SOFFICI AL CIOCCOLATO FONDENTE.

Per 18 tortine:
3 uova,
1 vasetto di yogurt bianco,
220g farina 00,
160g zucchero,
30g di cacao amaro,
60g cioccolato fondente,
1 bustina di lievito,
½ bicchiere di latte,
2 cucchiai di liquore a piacere (facoltativo)
burro per gli stampini.

Tritate il cioccolato finemente con un coltello.
Montate le uova con lo zucchero fino ad avere una schiuma chiara e gonfia. Aggiungete lo yogurt bianco e continuate a montare.
Unite il cacao e la farina, il lievito sciolto nel lette e infine il cioccolato tritato.
Imburrate gli stampini con il burro fuso e versate il composto a cucchiaiate riempiendoli non oltre i 2/3.
Infornate a 160° per circa 20 -25 minuti.
Fate raffreddare completamente e togliete dagli stampini. Spolverate leggermente con lo zucchero a velo.

 

 


 

Si possono servire con una crema inglese tiepida, della panna montata, dello zabaione, una salsa al cioccolato oppure, più semplicemente con della ricotta fresca montata con poco zucchero.

La crema alla ricotta si presta a molte varianti:
Si lavora con un cucchiaio di yogurt compatto, zucchero e scorza di agrumi grattugiata.
Oppure si incorpora poca panna montata e si aromatizza con cannella o per gli adulti qualche goccia di liquore.






 
 
 
 
 

giovedì 20 marzo 2014

SUA ECCELLENZA IL SOUFFLÉ.

Cosa spinge una persona mediamente dotata di buon senso a preparare il soufflé?
Mistero.
Si, perché non c’è piatto più infido e bastardo di questo.
Hai voglia ricorrere a ogni sorta di trucchi e scongiuri.
Non si è mai sicuri della riuscita, e anche quando succede è così breve ed effimera che quasi non si nota.

"Eh, però è un piatto così chic! Un piatto di alta cucina, per occasioni importanti!"

Ah si, certamente: tutti li a tavola in trepida attesa. Perché sono gli ospiti che devono aspettare il sufflè non certo il contrario. Con la cuoca che suda sette camicie e smoccola in cucina, pregando in aramaico attaccata alla porta del forno.
Poi quell’infidone non si degna nemmeno di arrivare integro fino in tavola, si accascia prima, durante il tragitto.

Allora perché farlo?
Perché dargli questa soddisfazione?

Perché una volta nella vita bisogna provare l’ebrezza del rischio.

Ma soprattutto perché questo mese le menti geniali delle giudici dell’MTChallenge hanno partorito questa “meravigliosa” idea e proprio non ci si può sottrarre.
In particolare vorrei proprio ringraziare la vincitrice della scorsa sfida, Fabiana del blog Tagli e Intagli, perché in realtà e colpa … cioè, è una sua idea.

La ricetta a dire il vero non è nemmeno così difficile: c’è una base di besciamella a cui si aggiungono tuorli, un ingrediente aromatico che da sapore e albumi a neve. Poi via in forno.
Ma è qui che si compie la magia, o non si compie, o piuttosto si compie ma svanisce in un nanosecondo.

Ma non poteva essere così semplice.
La ricetta da seguire non poteva certo essere quella classica. Ma via. Non siamo mica a Master Chef. No, no, no. Bisogna seguire la ricetta di un mostro sacro della cucina, con tanto di proporzioni esatte fra gli ingredienti, che neanche al CNR son così precisi.

E poi naturalmente ci vuole una salsa … e dico una SALSA, con tutte le maiuscole, perché non deve sfigurare vicino a cotanto piatto.

Posso con tutta sincerità dire una cosa alle giudici: la finite di fumarvi il basilico? Che poi questi sono i risultati.

Comunque io ci ho provato.

In realtà è la seconda volta che mi cimento con questa preparazione. La prima volta ho seguito la ricetta classica  del “Soufflé al parmigiano” (la potete vedere QUI), presa dal Talismano della Felicità, e il risultato è stato più che accettabile … da sufficienza, insomma.

Oggi invece ho preparato un sufflè ai broccoli.

Adoro questa verdura. Ho iniziato ad amarla quando ho vissuto per un po’ in Calabria e lì ho imparato a fare una fantastica pasta saltata in padella con broccoli, olio, aglio, acciuga, pomodori secchi, qualche dadino di provola silana e tanto (ma tanto) peperoncino.

Ho provato a ricreare i sapori di questo piatto nel sufflè.
Per la salsa mi sono ispirata a una ricetta di Gualtiero Marchesi (veramente ne ho mischiate due) del suo Grande Ricettario.
L’accostamento dei sapori è riuscito. Il sufflè ha “soffiato”, lo giuro, almeno per un po’.
Le foto … fanno schifo come al solito …

 
 
 
 

 

SOUFFLÈ DI BROCCOLI E POMODORI SECCHI CON VELLUTATA ALLE ACCIUGHE.

Per 6 soufflè monoporzione:
3 uova grandi,
250g broccoli lessati,
200g di panna fresca,
2 cucchiai rasi da minestra di maizena,
2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato,
12 pomodori secchi sott’olio,
1 spicchio d’aglio,
1 peperoncino,
1 cucchiaio d’olio,
20g di burro + quello per imburrare gli stampini,
parmigiano e pangrattato per gli stampini,
sale, pepe.

Per la salsa vellutata:
30g acciughe sott’olio,
1 cucchiaino di capperi sotto sale,
200ml di brodo di verdura (o fumetto di pesce),
1 cucchiaio scarso di maizena,
1 cucchiaino colmo di burro,
4-5 cucchiai di panna.

Imburrare gli stampini da sufflè con del burro morbido, spennellandolo bene sul fondo e sui bordi fino all’orlo. Cospargere gli stampini con del pangrattato e del parmigiano. Riporre in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Preparare la base del sufflè stemperando la maizena con poca panna fredda, unire il resto della panna bollente e cuocere a fuoco basso, mescolando, finchè diventa una crema liscia.
Fuori dal fuoco incorporare i burro e i tuorli uno alla volta.

Ripassare i broccoletti in padella con l’olio, l’aglio e il peperoncino, va bene anche quello in polvere, si deve sentire appena ma non deve prevaricare.
Frullare i broccoli (eliminando l'aglio e il peperoncino) e unirli alla crema. Aggiungere il parmigiano e i pomodori secchi ben sgocciolati e tagliati a dadini.
Infine unire  delicatamente gli albumi montati a neve, facendo attenzione che non si smontino.

Riempire gli stampini fino a 2/3 dell’altezza.
Infornare a 200°, forno caldo e statico, per circa 15-20 minuti. Devono essere ben dorati in superficie. Servirli subito (SUBITO) con la salsa tiepida.

 

Per  la salsa:
Dissalare i capperi e sgocciolare le acciughe. Frullare tutto con la panna.
In un pentolino sciogliere il burro e stemperarvi la maizena, unire il brodo e portare a bollore mescolando, finchè si forma una salsa morbida e liscia. Unire le acciughe frullate e mescolare. Cuocere ancora per un minuto.
Servire calda o tiepida.

 


 
 
 
 
 
 
In accompagnamento, ci sarebbe stata magnificamente una fetta di provola silana, appena scottata sulla piastra. Tanto per completare l’operazione “amarcord”. Ma non l’ho trovata e non ho voluto sostituirla con nient’altro.









mercoledì 19 marzo 2014

RICOMINCIO DAL RISOTTO

Sono tornata.
Cosa mi sono persa in tutto questo tempo?
Un sacco di cose. Purtroppo.
A partire dalle feste di Natale, vissute molto frettolosamente. Non ho fatto in tempo a cavalcare l’onda del menù delle feste o del dolcetto-dono che già si parlava di dieta dopo- feste, del menù di S.Valentino e in un attimo si è arrivati al Carnevale con la sua sfilata di fritti dolci e salati.
E adesso si sta già trottando di gran carriera verso la Pasqua!!

Una food blogger che si rispetti non deve farsi scappare questa cose, deve rimanere sempre “sul pezzo”, al passo, anzi forse un pochino più avanti.

Ma io non sono una food blogger seria.
Sono una perennemente di corsa. Anche un po’ confusionaria a dire il vero.
In più ho avuto un periodo un po’ intenso. Diciamo così.
Quindi ho proprio abbandonato questo mio angolo di web. Ho anche trascurato le mie amiche blogger che ho incontrato da quando ho iniziato a postare. Di questo mi dispiace forse ancora di più.

Mi sono persa alcuni contest molto belli. Appuntamenti  fissi che mi sono mancati o iniziative organizzate in qualche occasione speciale a cui mi è dispiaciuto non partecipare. Soprattutto se organizzate da blogger amiche.
Pazienza. Adesso mi rifarò. Adesso che la Primavera sta sgomitando per uscire e mandar via la neve, riprenderò un po’ le fila della mia vita e del mio blog .
Visto che nel post precedente mi sono crogiolata nell’auto commiserazione e l’ho fatto con uno dei miei cibi preferiti per quello scopo, oggi voglio riproporre proprio quel piatto ma in una versione un po’ più fresca. All’insegna del sole, della bella stagione che sta arrivando e della rinascita.
 
 
 
 
 
 
 
RISOTTO PRIMAVERA (a modo mio).
 
Ingredienti per 4 persone:
300g riso Carnaroli o Arborio,
1 scalogno o 2 cipollotti freschi,
2 carote piccole,
12 asparagi,
100g fave sgusciate,
1 litro di brodo di verdura,
½ bicchiere di vino bianco,
parmigiano grattugiato,
olio extra vergine d’oliva,
sale e pepe.

Per accompagnare: formaggio cremoso fresco, tipo stracchino, robiola, caprino.

Pulite gli asparagi eliminando la parte dura e le foglioline. Tagliateli a rondelle lasciando la punta intera. Sbollentate le fave ed eliminate la pellicina, se fossero troppo grandi.
Pulite e tagliate le carote a dadini.
Tritate finemente lo scalogno o i cipollotti e fateli stufare in una padella con poco olio e un mestolino di brodo. Devono diventare morbidi e trasparenti senza soffriggere.
Unite, le carote e fate cuocere per 5 minuti, poi le rondelle di asparagi e le fave, fate saltare per qualche minuto,  le verdure devono rimanere croccanti.

In una pentola per risotti, fate tostare il riso. Quando è traslucido bagnatelo col vino bianco e fate evaporare. Unite due mestoli di brodo caldo e lasciate asciugare pian piano, mescolando di tanto in tanto.
Aggiungete le verdure, proseguite la cottura del risotto unendo poco brodo alla volta.
Quando mancano circa 5 minuti alla fine della cottura unite le punte degli asparagi che devono rimanere sode.
Aggiustate di sale e mantecate con del grana grattugiato.

Servite nei piatti con una cucchiaiata di formaggio cremoso spalmabile, tipo robiola, caprino o stracchino.





martedì 18 marzo 2014

IL MIO COMFORT FOOD.

Questo post era preparato da tempo. L’avevo scritto di getto. Sfogandomi anche un po’.
Era tutto pronto in bozza. Mancavano solo le foto.
Ma è rimasto li. Da quasi un mese.
Perché non ho più aggiornato il blog da un pezzo. Adesso che mi sono di nuovo seduta davanti al computer è già argomento vecchio.
Ma ho deciso di pubblicarlo ugualmente. Anche perché sento il bisogno di riallacciare le fila del discorso.

Dopo giorni di latitanza oggi finalmente rubo un po’ di tempo ai miei impegni per postare una ricetta. Non mi dilungherò tanto in preamboli.
Anche se di solito amo chiacchierare e raccontarvi quello che mi succede. Questa volta però non so proprio cosa dire.

In questo periodo mi sento stanca e svuotata. Stanca per il lavoro, per tutta una serie di acciacchi, ma soprattutto delusa e amareggiata da qualche persona che si è dimostrata poco sincera e affidabile.
Non voglio aggiungere altro. Forse è meglio.

La cosa che mi dispiace di più è non poter tenere aggiornato questo blog, proprio adesso che mi sta dando qualche soddisfazione.
Proprio adesso che ci sono un sacco di contest e iniziative a cui vorrei partecipare. Ma non so proprio come ci riuscirò. Vedremo.

Mi sa che dovrò accontentarmi di guardare gli altri partecipanti.
Di sicuro mi annoterò qualche ricetta da rifare quando sarò meno impegnata.
Anche perché non smetto certo di andare a curiosare nei blog amici, anche se meno assiduamente, ma ogni tanto fa bene incontrare gli amici, sapere cosa stanno facendo. Magari non lascio sempre messaggi, perché sono di corsa:lo confesso qualche volta curioso dal cellulare al lavoro, ma solo nei tempi morti, giuro ;-).

Intanto posto questa semplice ricetta. Questo risotto è uno dei piatti preferiti della mia famiglia; a volte sostituisco il Taleggio con la Raschera o con la Gorgonzola.
L’idea degli amaretti l’ho copiata dallo chef Andrea Ribaldone, infatti è stato uno dei piatti che ho mangiato nel suo ristorante quando ho avuto l’onore di incontrarlo (QUI potrete vedere tutto quello che ha preparato quel giorno).

È un piatto molto semplice, ma è quasi una coccola per me.
I risotti in genere sono un cibo-coccola in realtà. Un’ancora di salvezza. Quando sono stanca, quando vado di fretta, quando non sto bene, quando sono a corto di idee e in frigo c’è poco da scegliere. Ma qualcosa con cui preparare un risotto lo trovo sempre.












RISOTTO CON ZUCCA, AMARETTI E TALEGGIO.

Ingredienti per 4 persone:
300g riso Carnaroli,
400g zucca pulita,
2 scalogni o una piccola cipolla bionda,
1lt brodo di carne o verdura,
200g taleggio,
16 amaretti friabili,
vino bianco secco,
olio extra vergine d’oliva.

Tagliate la zucca a dadini. Tritate finemente gli scalogni e fateli stufare in un tegame largo con due cucchiai d’olio a fuoco dolce finchè sono trasparenti, potete bagnarli con uno o due cucchiai di brodo e farlo asciugare bene.

Unite il riso e fatelo tostare due minuti, aggiungere ¾ della zucca, mescolate bene, bagnarte con un bicchiere di vino bianco e fate evaporare.

Aggiungete il brodo caldo a mestolate, mescolando ogni tanto, finchè il riso è cotto, la zucca si deve quasi sciogliere e il liquido si deve assorbire quasi del tutto.

A metà cottura si unisce il resto dei dadini di zucca che così cuoceranno senza sfaldarsi.
Aggiustate di sale e unite il formaggio a dadini mescolando per farlo sciogliere.
Distribuite nei piatti e sbriciolate sopra gli amaretti.



venerdì 31 gennaio 2014

WAS ESSEN WIR HEUTE?

Cosa mangiamo oggi?

Con il pranzo di oggi vi porto a Vienna in Austria, perché voglio partecipare di nuovo all’ABC Culinario Europeo.
Purtroppo ho perso le ultime due tappe che hanno visto protagoniste le cucine della Germania e di Malta. Mi è dispiaciuto non partecipare perché ho scoperto tante ricette davvero golose, tipiche di questi due paesi. Ma i miei impegni lavorativi mi hanno tenuta lontano dal blog.
Ora però devo assolutamente rimettermi in corsa. Anche perché la cucina austriaca è davvero molto ricca e varia e ho solo l’imbarazzo della scelta.

La cucina austriaca infatti ha radici molto antiche ma nello stesso tempo è stata influenzata da molte culture diverse, ricordo del grande impero austro-ungarico che si estendeva in quasi tutta Europa. Quindi si trovano affinità con culture gastronomiche diverse: ungherese e tedesca in primis ma anche ebraica, italiana, slava, boema e persino turca.
Ci sono piatti che si trovano tranquillamente anche al di là del confine.

La carne è davvero grande protagonista: stufati, anche di cacciagione, spezzatini, bolliti, salsicce, carne affumicata, cotolette impanate e fritte.
Infatti ho pensato di proporre proprio uno dei piatti nazionali, diffuso soprattutto a Vienna, dove ogni ristorante vanta la sua ricetta particolare. Il Tafelspitz.
Si tratta del bollito. Potrebbe sembrare banalotto. Soprattutto per chi come me risiede nella culla italiana del bollito misto di carne, il Piemonte.

Questo però è fatto con un taglio di carne piuttosto magro e pregiato, cotto in un brodo di manzo con delle verdure che serviranno come contorno. Accompagnato da una particolare salsa alle mele e cren (Apfelkren -cren di mele).

 Poi i ho preparato gli gnocchi di semolino, o Grießknödel o Grießnockerl, che si servono in brodo o semplicemente  conditi con burro fuso. Possono essere sia un primo che un contorno ai piatti di carne.

Con queste due ricette partecipo alla tappa austriaca dell’ABC Culinario d’Europa ospitata dal Blog “Torte e dintorni”.

 

 
 
 

WIENER TAFELSPITZ- MANZO BOLLITO ALLA VIENNESE.

Per il brodo di manzo:
2 ossi di bue,
1 carota,
1 cipolla,
1 gambo di sedano,
1 foglia di alloro.

Per il bollito:
1 kg di polpa di manzo (girello, lombata, punta di petto),
1 porro,
3 carote,
1 piccolo finocchio.

Per la salsa di mele al cren:
2 mele verdi,
1 limone,
½ radice di cren,
2 cucchiai di panna o yogurt.

Per completare: patate lessate con la buccia.

Innanzi tutto si prepara il brodo: si mettono in una grande pentola le ossa di manzo e gli odori ben lavati. Si riempie la pentola con acqua fredda (circa 5-6 litri), si porta a bollore, poi si fa sobbollire a fuoco dolce per circa 2 ore, togliendo la schiumetta che si forma con una schiumarola. In questo modo il brodo si restringe a circa 4 litri.

Si filtra il brodo eliminando gli odori e le ossa. Si riporta a bollore e ci si immerge la carne.
Dalla ripresa del bollore si deve far cuocere a fuoco molto dolce per 1 ora. Si aggiungono poi le verdure tagliate a tocchetti e si prosegue la cottura per un’altra mezz’ora circa, finchè le verdure sono cotte ma non sfatte. Verso fine cottura si aggiusta di sale.

Si serve il bollito in un largo piatto, tagliato a fette, con le verdure di contorno, con patate bollite, irrorato con poco brodo.

Si accompagna la carne con una salsa di mele e cren: si grattugiano le mele, si spruzzano con poco succo di limone e si mescolano con il cren fresco grattugiato e poca panna.
Oppure si tagliano le mele a dadini e si frullano con il resto degli ingredienti.
Io non ho trovato il cren e l’ho sostituito con della senape forte (quantità a piacere).

In alcune ricette ho trovato la salsa preparata con le mele cotte: si mettono in una pentola tagliate a dadini, con due cucchiai di acqua e succo di limone, si cuociono finchè sono sfatte e ridotte in purè. Una volta fredde si aggiunge il cren grattugiato.

In alternativa si può condire la carne con una vinaigrette preparata con olio di semi di zucca (tipico austriaco ma qui ahimè non si trova facilmente), aceto di mele, sale, pepe e ravanelli tagliati a dadini piccolissimi.

 

 

 

GRIEßNOCKERLSUPPE- GNOCCHI DI SEMOLINO IN BRODO.

Ingredienti per 4-5 persone:
250g semolino,
50g burro,
2 uova,
sale, noce moscata,
2-3 cucchiai di latte o brodo,
brodo di carne.

Sciogliere il burro, unire il latte o il brodo e lasciare intiepidire.
In una ciotola battere le uova, unire il burro fuso e poco alla volta il semolino, aggiungere un pizzico di sale e noce moscata. Mescolare bene.
Io ho aggiunto anche 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, ma non è nella ricetta tradizionale.






Con queste dosi mi è venuto un impasto piuttosto sodo ma umido, che ho lavorato con le mani formando delle palline di circa 3cm di diametro. Le ho lasciate a temperatura ambiente per mezz’ora, poi le ho cotte nel brodo della carne per circa 10 minuti.
Le ho servite in brodo, con qualche rondella di porro e carota.

Sono risultate saporite ma lievemente gommose e asciutte all’interno.
Probabilmente l’impasto doveva essere più morbido, così la farina cuoce meglio anche dentro. In alcune ricette ho trovato una quantità quasi doppia di burro, ma a me sembrava già tanto! Forse avrei dovuto unire altro latte o brodo. Poi si preparano gli gnocchi facendoli cadere nel brodo con un cucchiaino.










mercoledì 29 gennaio 2014

I COWBOYS E LA NEVE

Oggi nevica. Fiocchi grossi come fazzoletti di carta.
Quella bella neve soffice e farinosa che si attacca ai vestiti e che ricopre tutto in un attimo. Lo spazzaneve è passato da poco e già la strada è di nuovo tutta bianca.
Qualche sciatore ne approfitta per godersi la neve fresca direttamente in pista.
Quando nevica così, senza vento, mi piace andare a passeggio col cane. Lei si diverte un mondo, si tuffa nei mucchi di neve, scava, salta, si fa rincorrere.

Ma purtroppo devo restarmene rinchiusa in casa per colpa dell’influenza. Lei invece è uscita con mio marito e ora è spalmata sul divano in catalessi.
Quando c’è un tempo così la prima cosa che viene in mente di cucinare è la polenta, magari con la fonduta di Raschera.

Invece no. Io oggi vi parlo di un piatto che con la neve e la montagna non c’entra proprio nulla, anzi, viene da un paese dove forse la neve non è mai caduta: il Texas.
Anche se, tutto sommato, un piatto così robusto e piccante non è poi così inadatto al luogo e alla stagione.

Sto parlando del Chuck Wagon Stew: lo stufato di carne dei cowboys texani.

Avete presente quelle mandrie immense, che attraversano praterie altrettanto immense, con rocce rosse, rese quasi fiammanti dal sole? Uomini rudi e silenziosi a cavallo al seguito del bestiame. Qualche carro con le provviste. Accampamenti al tramonto e sentinelle per evitare attacchi degli indiani, o di qualche ladro di bestiame.

Ecco in ognuno di questi convogli c’era il “chuck wagon”, il carro-cucina, con le provviste e cucina da campo. Il cuoco si doveva destreggiare con quello che aveva per preparare la cena ai cowboys affamati e doveva anche essere bella sostanziosa.

Gli ingredienti erano sempre gli stessi: carne, pancetta, pomodori, fagioli, peperoni, qualche occasionale verdura e tanto ma tanto peperoncino.
La cottura era lenta e prolungata, per rendere la carne più morbida.
Le ricette sono molte e sono molto simili: dalla “Carne guisada” al “Texas red”, ovvero il Chili con carne, a questo stufato da cowboys.

Io mi sono ispirata alle ricette del libro di Laurel Evans, “ La cucina Tex-Mex”, in cui compaiono tutte e tre. Ma poi ne ho fatto una mia versione, tanto per cambiare, mescolandole a mio piacere.

La carne guisada prevede i peperoni, nello stufato c’è il bacon e le patate e il mais che io ho sostituito con i fagioli. In realtà i fagioli non venivano messi in questi piatti ma serviti a parte, sempre piccantissimi e affogati nella salsa, ma a parte.

Però non ho resistito, in fondo Bud Spencer insegna … anche gli angeli mangiano fagioli … figurarsi i cowboys!

 
 
 
 
CHUCK WAGON STEW: LO SPEZZATINO DEI COWBOYS TEXANI.

Ingredienti:
1kg di polpa di manzo a cubetti,
75g pancetta affumicata,
1 cipolla grande,
1 carota,
1 peperone verde (io ne ho messi 2, uno rosso e uno giallo),
4 spicchi d’aglio (io ne ho messi 2),
250g salsa di pomodoro,
2 pomodori,
3 dl birra scura,
2 peperoncini serrano o jalapeño tritati (oppure peperoncini secchi in polvere),
2 cucchiaini di cumino (io uno solo),
4 patate medie,
200g fagioli borlotti o rossi in scatola,
1 cucchiaio di farina,
1 foglia di alloro,
olio d’oliva, sale.

Tritate finemente la cipolla con la carota e l'aglio.
Rosolate la pancetta in un largo tegame, quando è ben croccante toglietela dalla padella e mettetela da parte. Nello stesso tegame fate rosolare la carne, leggermente infarinata, con due cucchiai di olio.

Unite il trito di cipolla, carota e aglio. Unite anche la pancetta, mescolate bene e bagnate con la birra. Cuocete a fuoco moderato per 10 minuti, poi unite la passata di pomodoro e i pomodori spellati e tritati, unite anche un bicchiere di acqua. Aggiungete i peperoncini tritati e il cumino e cuocete a fuoco basso per circa 2 ore, mescolando di tanto in tanto.
Se si asciuga troppo unite poca acqua calda.

Pelate le patate e tagliatele a spicchi, pulite i peperoni e tagliateli a dadi, unite tutto alla carne e portate a cottura, sempre a fuoco dolce e semi coperto col coperchio.
Quando anche le verdure sono quasi cotte unite i fagioli ben sciacquati. Aggiustate di sale.

Servite con tortillas di mais calde.

 

 
 
 
 
 

TORTILLAS DI MAIS – CORNMEAL CORN TORTILLAS.

Per 10 tortillas:
160g farina Manitoba,
80g farina di mais fine (fioretto),
30g olio di mais (o d’oliva),
120g acqua,
½ cucchiaino di sale.

Impastate le farine con l’olio, il sale e l’acqua fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Se occorre unire altra farina o poca acqua.
Dividete l’impasto in 10 pezzi uguali e teneteli coperti da un panno umido.
Stendete le palline di impasto in dischi sottili di circa 15 cm di diametro, fateli cuocere su una padella con il fondo pesante ben calda un minuto per lato, finchè sarà dorata.
Man mano che cuociono mettetele in un cestino coperte con un panno pulito. Servitele ben calde.

Se si farciscono le tortillas calde con questo stufato e si arrotolano si avranno i Tacos (che possono essere preparati con una gran varietà di farciture), in questo caso sarebbe meglio tagliare la carne e i peperoni in pezzetti più piccoli e far addensare bene il sugo, magari omettere le patate.








 

Questa ricetta è stata pensata e cucinata per partecipare alla sfida n°35 dell’MTChallenge.
Le foto erano fatte, le ricette scritte, anche il post era già più o meno abbozzato.
Ma ho avuto qualche problemino e non ce l’ho fatta a pubblicare in tempo.
Mi dispiace per la sfida, non che avessi qualche velleità di vittoria, ma mi sembrava un’idea carina. Penso ancora che sia così.
Per questo la posto ugualmente e saluto le sfidanti di questo mese, Chiara e Marta, che mi hanno davvero entusiasmato con la loro proposta.